mercoledì 31 ottobre 2012

Dolcetto o scherzetto??? Dolcetto!!!



Per Halloween vi lascio la ricetta per fare dei muffins alla zucca e cacao vestiti da ragno... Sono soffici soffici e possono essere un'idea semplicissima per preparare un dolcetto per questa festa, facendovi magari aiutare dai vostri bimbi!!! Faranno sicuramente felici i più piccoli..... ma credo che verranno apprezzati parecchio anche da chi ha qualche anno in più!!!!!

Muffins alla zucca e cacao

 
Ingredienti per 18 muffins:
  • 400 g di farina
  • 55 g di cacao amaro
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 340 g di zucchero grezzo di canna
  • Vaniglia
  • Un pizzico di sale
  • 2 uova
  • 2 tazzine di liquore Amaretto
  • 225 g di olio di oliva dal sapore delicato
  • Scorza grattugiata di un’arancia
  • 250 g di zucca frullata (io l’ho cotta al forno e poi l’ho frullata con il minipimer)
  • Codette q.b.
  • Rotelle di liquirizia q.b.
  • Ribes rosso q.b.

Preriscaldare il forno a 180°. In una ciotola mescolare gli ingredienti secchi. In un’altra sbattere le uova, la scorza d’arancia e l’olio e poi unire gli ingredienti secchi. Aggiungere anche la zucca, amalgamare gli ingredienti e poi riempire per 2/3 dei pirottini disposti negli stampini per muffin, infornare e far cuocere per circa 20-25 minuti. Fare la prova con lo stuzzicadenti, se esce asciutto i muffins sono cotti. Decorare i muffins (spennellati precedentemente con miele o marmellata) con le codette e poi completare con il ribes e la liquirizia tagliata a pezzetti e infilata nei muffins. 

Con questa ricetta partecipo al contest "Dolcetto o scherzetto?"


e al contest "Halloween contest 2012" di Parole di zucchero


Contest di Halloween banner orizzontale

 e alla raccolta di ricette per Halloween di Cucina che ti passa.info

Banner Halloween

e al contest "This is Halloween" di Le torte di Belinda e Il laboratorio di Manu


Lo sapevate che Halloween …

...è una festività che si celebra principalmente negli Stati Uniti la notte del 31 ottobre e rimanda a tradizioni antiche della cultura celtica e anglosassone? La parola Halloween risale al XVI secolo, e rappresenta una variante scozzese del nome completo All-Hallows-Even, cioè la notte prima di Ognissanti. Lo storico Nicholas Rogers, ricercando le origini di Halloween, nota che, mentre alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona - dea dei frutti e dei semi - o nella festa dei morti chiamata Parentalia, Halloween è più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain. Secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell’Inghilterra, dell’Irlanda e della Francia settentrionale, l’anno nuovo iniziava il 1° novembre; questo giorno coincideva con la fine della stagione calda, celebrata la notte del 31 ottobre con la festa di Samhain. Per un popolo essenzialmente agricolo come i Celti, l’arrivo dell’inverno era associato all’idea della morte e si credeva che gli spiriti esercitassero il loro potere sui raccolti dell’anno nuovo. La festa di Halloween è dunque legata al mondo della natura, per quanto lo spiritismo apparisse contrario ai principi del Cristianesimo che si stava diffondendo nel nord Europa. Nell'VIII secolo Papa Gregorio III spostò la data di Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre facendola seguire dalla Commemorazione dei Defunti, creando così una continuità cristiana con la festa di Samhain allo scopo di scalzarla dalla cultura popolare. Elemento tipico di Halloween è la simbologia legata al mondo dell’occulto, tradotta sottoforma di immagini macabre tra cui le zucche intagliate di Jack-o'-lantern (in italiano "Giacomo il lanternino"). Jack-o'-lantern è una zucca privata della polpa interna e intagliata in modo da richiamare l'immagine di un volto e al cui intreno viene posta una candela. I Jack-o'-lantern venivano ricavati da grandi rape, barbabietole e cavoli rapa prima dell'introduzione della zucca dall'America. Questa usanza di Halloween è legata alla famosa leggenda dell'irlandese Jack, un fabbro astuto, avaro e ubriacone, che un giorno al bar incontrò il diavolo. La sua anima era quasi nelle mani del diavolo, ma, astutamente, Jack riuscì a far trasformare il diavolo in una moneta promettendogli la sua anima in cambio di un'ultima bevuta. Jack mise il diavolo nel suo borsello accanto ad una croce d'argento, cosicché egli non potesse ritrasformarsi. Allora il diavolo gli promise che non si sarebbe preso la sua anima nei successivi dieci anni e Jack lo lasciò libero. Dieci anni dopo il diavolo si presentò nuovamente e Jack gli chiese di raccogliere una mela da un albero prima di prendersi la sua anima. Al fine di impedire che il diavolo discendesse, il furbo Jack incise una croce sul tronco. Soltanto dopo un lungo battibecco i due giunsero ad un compromesso: in cambio della libertà, il diavolo avrebbe dovuto risparmiare la dannazione eterna a Jack. Durante la propria vita commise tanti peccati e, quando morì, rifiutato dal Paradiso e presentatosi all'Inferno, venne scacciato dal demonio a causa del patto fatto tempo prima. All'osservazione che faceva freddo ed era buio, il demonio gli tirò un tizzone ardente, che Jack posizionò all'interno di una rapa che aveva con sé. Cominciò da quel momento a girare senza tregua alla ricerca di un luogo di riposo sulla terra. Halloween sarebbe dunque il giorno nel quale Jack va a caccia di un rifugio. Gli abitanti di ogni paese appendono una lanterna fuori dalla porta per indicare all'infelice anima che la loro casa non è posto per lui.

venerdì 19 ottobre 2012

Cereali con le ultime zucchine dell'orto



Lo so, lo so, la loro stagione piena è ormai passata, ma la mia nonna questa settimana aveva ancora delle bellissime zucchine, così, ho preparato questa ricetta che ho fatto diverse volte ultimamente, ma che non avevo ancora pubblicato.... un mix di farro, orzo e riso cucinati come il classico risotto, profumati di salvia e alloro e resi gustosi dal sapore del Pecorino di Pienza che conferisce loro anche cremosità.... ho usato il riso Gange, un riso molto aromatico che ha dato un qualcosa in più al piatto.... quando le zucchine saranno di nuovo le protagoniste degli orti, provate questo primo.... vi garantisco che non ve ne pentirete!!!!

Mix di Cereali con Zucchine e Pecorino


Ingredienti per 2 persone:
  • 40 g di farro perlato
  • 20 g di orzo perlato
  • 75 g di riso Gange
  • Uno spicchio d’aglio
  • Un porro
  • Qualche foglia di alloro
  • Qualche foglia di salvia
  • 3 zucchine medie
  • Brodo vegetale q.b.
  • Un paio di manciate di Pecorino di Pienza semi-stagionato grattugiato
  • Sale q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
In una padella rosolare l'aglio schiacciato e il porro tritato con un filo d’olio evo. Aggiungere l’orzo (dopo averlo risciacquato bene sotto l’acqua corrente) e far cuocere per una decina di minuti aggiungendo quando necesario del brodo vegetale. Trascorsi i dieci minuti, aggiungere anche il farro (risciacquato anch'esso per bene sotto l’acqua corrente). Mentre farro e orzo cuociono, tagliare a pezzetti le zucchine e metterle, insieme ad alloro e salvia, nella padella. Circa un quarto d'ora prima della fine della cottura, aggiungere anche il riso (il riso Gange ha un tempo di cottura inferiore al riso comune) e portare a cottura aggiungendo quando necessario del brodo vegetale. A fine cottura (ci andranno in totale circa 40-45 minuti), salare e mantecare con il Pecorino grattugiato.

Lo sapevate che il riso Gange…

 … appartiene alla categoria dei risi aromatici, categoria superfino? È originario delle regioni indiane del Punjab e del Kashmir, ma ha trovato caratteristiche favorevoli al suo sviluppo anche nel territorio della Pianura Padana. I chicchi affusolati e traslucidi, durante la cottura, emanano un particolare profumo. Una volta cotto, il riso si presenta consistente e non colloso, con grani distaccati. È particolarmente adatto alla preparazione di insalate di riso, cotto al vapore, pilaf e come contorno.

sabato 13 ottobre 2012

Pappardelle alle 2 Carote


.: Nothing's real but love - Rebecca Ferguson :.

Non ricordo neanche più in quale sperduto meandro della rete ho visto per la prima volta un piatto a base di carote nere... Ricordo solo che il primo pensiero è stato: "che colore stupendo danno al piatto!!!! devo assolutamente trovarle!!!" Così mi sono messa a cercarle nei più forniti supermercati della mia città ma di carote nere neanche l'ombra, ho solo portato a casa occhiate perplesse di commessi che, di fronte alla mia richiesta, mi guardavano come se avessi domandato loro di tirar fuori la formula per tramutare il metallo in oro.... ora, a noi, talmente abituati a vedere sempre e solo carote arancioni, la carota di un colore diverso, nero-viola poi, sembra una stranezza, una novità ma, in realtà, in origine, le carote erano nere, come ci riportano testimonianze già risalenti all'antico Egitto.... fu solo nel 1720 che gli olandesi, con una serie di incroci, ottennero delle carote arancioni in onore della dinastia regnante, gli Orange... Avevo ormai perso le speranze di riuscire a preparare qualche bel piatto con queste carote quando, qualche sabato fa, mia suocera mi fa trovare per cena uno spezzatino accompagnato, guarda caso, proprio da carote nere... Il giorno dopo sono subito corsa a comprarne un sacchetto e ho improvvisato questa pasta, semplice semplice ma molto buona!!!  La carota nera dà un bel colore alla pasta e si confonde quasi con la pappardella essendo tagliata a strisce sottili sottili...e  particolare è il contrasto di consistenza con la carota cruda croccante... Il caprino dà sapore senza coprire la delicatezza della carota.... Preparatevi perchè ho l'impressione che non sarà l'ultima ricetta colorata di viola!!!
 
Pappardelle alle 2 carote e caprino

  
Ingredienti per 2 persone:
  • 130 g di pappardelle
  • Uno spicchio d'aglio
  • 2 carote nere
  • 2 carote arancioni
  • 150 g di caprino
  • Un paio di cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • Sale q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
In una padella rosolare l’aglio schiacciato con un filo d’olio evo. Grattugiare finemente le carote arancioni e tagliare con il pelapatate quelle nere a strisce sottili. Mettere nella padella le carote nere, salare e far cuocere. Intanto mettere a cuocere la pasta in acqua salata. Quando la pasta sarà quasi cotta, aggiungere il caprino e il parmigiano nella padella con le carote e far sciogliere i formaggi aggiungendo un po' di acqua di cottura della pasta. Quando le pappardelle saranno cotte, farle saltare nella padella col sugo. Impiattare e completare con le carote arancioni grattugiate.

Lo sapevate che la Carota nera…

... e le tantissime altre varietà di carote sono quasi del tutto sconosciute in occidente, ma sono molto consumate in India e in Cina dove se ne conoscono bene i benefici e le proprietà nutritive?  La carota viola o nera è ricchissima di antociani, potentissimi antiossidanti che si trovano anche nell’uva e in tutti i frutti di colore nero come i mirtilli, le prugne ecc. Il succo di carota nera contiene oltre 12 volte più antiossidanti e il 40% di beta carotene in più rispetto alla stessa quantità di succo ottenuto da carote arancioni. Il succo di carota nera è un ottimo purificatore del sangue, possiede preziose proprietà antinfiammatorie e aiuta la digestione, contiene calcio, potassio e ferro, che sono nutrienti importanti per le ossa e per i denti e le vitamine A e C che sono utili per il buon funzionamento del cuore, degli occhi e dei vasi sanguigni. Attualmente sono in corso delle ricerche per valutarne le proprietà anticancro, la capacità di eliminare i radicali liberi e di inibire il cosiddetto colesterolo cattivo. Pare che le antocianine contenute nella carota nera siano particolarmente efficaci nel trattare disfunzioni neurologiche come il morbo di Alzheimer. Sembra persino che siano in grado di contrastare le tossine dei farmaci chemioterapici che danneggiano le cellule sane. Inoltre, secondo gli studiosi dell'University of Southern Queensland, pare che la carota nera riesca anche a cancellare gli effetti di una dieta poco sana. Infatti, topi alimentati con una dieta ricca di grassi e carboidrati e che hanno sviluppato danni al fegato e al cuore e pressione alta, alimentati con carote viola per due mesi, hanno visto ritornare tutti i parametri nella norma.



lunedì 8 ottobre 2012

Salmone alla Lakka



Il mio papà, che ci è stato ormai qualche annetto fa, li ha descritti come Paesi molto diversi dal nostro ma ricchi di fascino e avvolti da una sorta di magia... atmosfere suggestive e particolari quelle della Finlandia e della Norvegia, paesaggi capaci di mozzare il fiato, un'attenzione speciale alla natura che qui neanche ci sogniamo.... tanto salmone in cucina, talmente tanto che mio papà non ne poteva più di mangiarne e non vedeva l'ora di tornare in Italia per gustare di nuovo un bel piatto di pasta.... In compenso ha detto che ha apprezzato parecchio la carne di renna.... i Lapponi la tengono in tasca, essiccata, e ogni tanto la tirano fuori per dargli qualche morso.... particolarissimi i Lapponi vestiti con i loro abiti tradizionali, un bel coltello appeso alla cintura e quel caratteristico berretto a tre punte che cambia in funzione della tribù di appartenenza... Uno di quei berretti caldissimi me l'ha portato come ricordo insieme a una bellissima bambola vestita con il costume tipico lappone.... e poi i fiordi, il Villaggio di Babbo Natale, Capo Nord.... queste sono solo alcune delle cose di cui ci ha parlato durante una cena in cui a un certo punto ha anche esclamato "in cantina dovrei avere ancora una bottiglia di Lakka che avevo comprato in Finlandia!!!!" Lakka??? Di fronte alla faccia un po' perplessa del mio fidanzato ci ha spiegato che si tratta di un liquore a base di cloudberries, frutti arancioni simili ai lamponi che crescono nella natura incontaminata del Nord Europa … “Vado a prenderla così l'assaggiamo!!!"... e così ha fatto... inutile dire che, come succede ogni volta che mi trovo tra le mani qualche novità commestibile, ho immediatamente iniziato a pensare a come questo liquore poteva essere usato in cucina e mi si è subito accesa la lampadina... perchè non provare ad abbinarlo ad un pesce come il samone di cui i mari del Nord sono ricchissimi???!! così, rubo la bottiglia e, tempo qualche giorno, avevo ideato e sperimentato la ricetta... ottenendo oltretutto un risultato apprezzatissimo.... La prima cosa che ho pensato assaggiando questo salmone è stato che profumava tanto di bosco e che aveva il sapore che, pur non essendoci mai stata, nella mia testa associo a quei luoghi… Ora ci vorrebbe una capatina in Scandinavia per vedere se la realtà corrisponde all'immaginazione, alle foto e ai tanti racconti ....  

Salmone alla Lakka su letto di fagiolini all'aglio


Ingredienti per 2 persone:
  • 2 bei tranci di salmone
  • 3-4 spicchi d’aglio
  • Qualche foglia di alloro
  • Qualche foglia di salvia
  • Un rametto di rosmarino
  • Un bicchierino di Lakka
  • Fagiolini lessati
  • Fleur de Sel q.b.
  • Aceto balsamico q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
In una padella rosolare uno spicchio d'aglio con un filino d’olio evo. Mettere in padella il salmone, l’alloro, la salvia e il rosmarino. Far insaporire e, dopo qualche istante, sfumare con la Lakka e continuare la cottura. 
Verso fine cottura, in un’altra padella rosolare 2-3 spicchi d’aglio con un filo d’olio evo. Aggiungere i fagiolini e farli insaporire qualche minuto. 
Disporre nei piatti un po' di fagiolini e, sopra, il salmone. Un filino d’olio, qualche giro d’aceto balsamico (olio e aceto di quelli buoni, mi raccomando!!!) e qualche grano di fleur del sel.
Lo sapevate che la Lakka …

... o Lakkalikööri è un liquore prodotto in Finlandia dal cloudberry, un frutto originario delle regioni sub artiche? La parola "Lakka" significa appunto cloudberry in finlandese. Il liquore ha un gusto dolce-amaro dato da questi frutti e si realizza mettendo i cloudberries in alcool da due a sei mesi. La Lakka è disponibile in molti paesi europei, così come in altre regioni del mondo, tra cui il Canada e il Giappone. Un liquore di cloudberry, infatti, viene prodotto anche nella regione nord-orientale del Quebec. Il liquore è conosciuto come chicoutai, che è il nome locale per il cloudberry. I cloudberries crescono selvaggiamente nel nord della Scandinavia, sono simili al lampone e alla mora ma hanno un colore ambrato. Quando vengono consumati freschi, i cloudberries hanno un sapore aspro; quando sono troppo maturi, hanno una consistenza cremosa un po' come lo yogurt e un sapore zuccherino. Con questi frutti si realizzano marmellate, succhi di frutta, torte e liquori. In Finlandia, sono mangiati con un formaggio locale riscaldato (il "leipäjuusto"), oltre che con panna e zucchero. In Svezia le confetture fatte con i cloudberries sono usate per accompagnare il gelato, i pancakes e i waffles. In Norvegia sono spesso mescolati con panna montata e zucchero e questo dessert viene chiamato "Multekrem" (crema di cloudberry) o vengono usati per fare marmellate o il gelato. Sono anche aggiunti a torte che spesso contengono marzapane. In Canada, i cloudberries sono utilizzati per aromatizzare un tipo speciale di birra. Grazie al loro alto contenuto di vitamina C, i cloudberries sono apprezzati sia dalla gente di mare nordica che dagli Inuit per la protezione che offrono contro lo scorbuto. Inoltre, un tè a base di foglie di cloudberry veniva usato nell'antica medicina scandinava per curare le infezioni del tratto urinario. Inoltre, il frutto del cloudberry e le sue foglie sono impressi sulla moneta da 2 € finlandese. 

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