sabato 24 novembre 2012

E' già passato un anno...



Eh già, è già passato un anno e non me ne sono praticamente accorta… spesso il tempo vola così in fretta che non te ne rendi quasi conto… Un anno fa nasceva questo blog e, nonostante non credessi che sarebbe durato tanto a lungo, sono ancora qua a dedicargli del tempo... alcune volte mi chiedo il perchè... forse il motivo è da ricercare nel fatto che mi dà soddisfazione creare qualcosa o perchè il blog mi ha dato la possibilità di conosere persone nuove, anche se solo virtualmente, condividere e imparare qualcosa da ognuna di esse e mi dà la spinta a migliorarmi giorno dopo giorno in cucina... e poi per il grande vantaggio di avere uno spazio in cui organizzare una volta per tutte le mie ricette che altrimenti non avrei avuto la costanza di scrivere per bene e avrei salvato magari un po’ alla rinfusa…. e poi perchè trovo sia molto bello rileggere e rivedere dopo un po' quello che ho scritto e fatto tempo prima.... Ma se esiste questo mio angolino è anche merito del mio fidanzato che mi ha dato quella spinta a inizare che forse non avrei avuto altrimenti.... Quindi lo ringrazio e vorrei anche ringraziare chi passa di qui e chi lascia un pensiero... sono sempre graditissimi!!!
Ora la ricetta.... l'anno scorso come primo post ho pubblicato la ricetta di una bella torta piena di panna che avevo preparato per il compleanno di mia suocera e quest'anno altra torta ricca di panna, fatta sempre per mia suocera... Questa volta crema, panna e frutti di bosco.... un abbinamento davvero delizioso!!!!!

Torta ai Frutti di Bosco


Ingredienti per la torta:
  • 120 g di farina 
  • 120 g di fecola
  • 150 g di burro
  • 200 g di zucchero
  • 4 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • Vaniglia
  • Un pizzico di sale
  • Scorza grattugiata di un limone
Far fondere il burro e farlo raffreddare. Preriscaldare il forno a 170°. Montare gli albumi a neve. Sbattere i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno diventati spumosi. Aggiungere poi il burro fuso freddo, la scorza grattugiata del limone, la vaniglia e il sale. Unire poi la farina, la fecola e il lievito setacciati insieme. Aggiungere, infine, delicatamente gli albumi montati a neve. Versare il composto in uno stampo avente diametro 26 cm e cuocere per circa 40 minuti (controllare sempre alla fine facendo la prova con lo stuzzicadenti). Fare raffreddare la torta.  

Ingredienti per la crema pasticcera:
  • 250 ml di latte
  • 60 g di zucchero
  • 15 g di fecola di patate
  • 10 g di farina
  • 1 tuorlo
  • Vaniglia
Preparare la crema come indicato qui e farla raffreddare.   

Per completare:
  • 600 ml di panna montata e zuccherata con 150 g di zucchero a velo
  • 650 g di frutti di bosco misti (di cui 250 g da tenere da parte per la decorazione)
  • 7 cucchiai di zucchero 
  • 6 tazzine di acqua
  • 2 tazzine di liquore Acqua di cedro (o Limoncello o altro liquore a piacere)
Mettere 400 g di frutti di bosco in un pentolino con lo zucchero e l'Acqua di cedro e fare macerare per almeno una mezz'oretta. Poi aggiungere l'acqua e mettere sul fuoco in modo da far sciogliere lo zucchero e ottenere uno sciroppo. Filtrare lo sciroppo e tenere da parte i frutti di bosco.
Una volta che torta, crema e sciroppo si sono raffreddati, incorporare delicatamente 100 g circa di panna montata alla crema. Dividere la torta in due dischi e bagnarne uno con lo sciroppo ai frutti di bosco. Disporre sopra la torta la crema e poi i frutti di bosco sciroppati. Coprire con l'altra metà della torta, inzupparla di sciroppo e decorare con la panna montata e i frutti di bosco messi da parte.
   
Lo sapevate che il mirtillo nero…
 
... è un piccolo arbusto spontaneo, comunissimo nel sottobosco montano dell'emisfero settentrionale, dove cresce tra i 900 ed i 1500-1800 metri? Allo stato selvatico è presente sia sulle Alpi che sugli Appennini, mentre piantagioni coltivate di mirtillo si ritrovano anche in ambienti collinari e pianeggianti, purché caratterizzati da un clima ventilato e da terreni ricchi di humus. Il mirtillo si caratterizza per avere un apporto calorico decisamente limitato (contiene solamente 57 calorie per etto), ma presenta al suo interno una buona quantità di zuccheri, vitamine e sali minerali. I frutti del mirtillo sono particolarmente ricchi di antociani dalle spiccate virtù antiossidanti, tannini (sostanze dotate di attività vasocostrittrice e blandamente antinfiammatoria), vitamina C e pectine (fibre alimentari solubili). Per la presenza di tannini ed antocianine, i frutti freschi interi vengono consigliati nel trattamento della diarrea (20-60 grammi al giorno) e, come decotto, nei casi di infiammazione di bocca e gola. In campo oculistico, gli antocianosidi sono utili nella terapia del danno retinico e della fragilità e permeabilità capillare dell'occhio. Inoltre, il consumo di mirtillo favorisce la produzione della rodopsina, una proteina che migliora la capacità di vedere in condizioni di luce bassa e ne migliora l'adattamento all'oscurità. Secondo un racconto popolare risalente alla seconda guerra mondiale, i piloti della RAF (forza militare aerea della Gran Bretagna) erano soliti consumare marmellata di mirtilli per affinare la visione notturna durante le missioni. L'effetto positivo degli antocianosidi di mirtillo sull'aumento della resistenza e sulla diminuzione della permeabilità vascolare, associata alla loro azione blandamente diuretica, rendono il mirtillo un alimento particolarmente utile nel trattamento della cellulite, della ritenzione idrica, delle emorroidi e delle vene varicose e per combattere l’insufficienza venosa, un rallentamento del flusso sanguigno che causa un ristagno di sangue nella parte inferiore delle gambe. Secondo la scala ORAC, messa a punto dal dipartimento dell'agricoltura statunitense per quantificare il potere antiossidante degli alimenti, i mirtilli sono tra le migliori fonti naturali di queste sostanze, secondi soli al succo d'uva nera. L'enorme interesse verso gli antiossidanti deriva dalla loro capacità di contrastare efficacemente i fenomeni degenerativi associati all'invecchiamento, al danno cardiovascolare e persino a numerose forme tumorali. Tra le altre sostanze importanti presenti nei mirtilli, l'acido idrocinnamico è in grado di bloccare delle nitrosammine cancerogene che si vengono a formare all'interno dell'apparato digerente. Ai glicosidi antocianici vengono attribuite proprietà antinfiammatorie ed antiaggreganti piastriniche che, unitamente all'azione vasodilatatoria ed antiossidante, costituiscono un vero toccasana per l'intero sistema cardiovascolare.  Tra i principali effetti benefici del mirtillo, troviamo anche il fatto di svolgere un'opera di prevenzione nei confronti dell'ipertensione grazie agli antociani. Inoltre, secondo uno studio condotto all' Università Laval di Quebec, bere 250 ml di succo di mirtillo al giorno aumenta del 7,6 % la produzione di HDL, meglio conosciuto come "colesterolo buono", che contrasta l'azione del "colesterolo cattivo" o LDL. Tutto questo grazie ai flavonoidi contenuti nel mirtillo che hanno un importante ruolo nella riduzione delle placche aterosclerotiche.

mercoledì 21 novembre 2012

Polpette Vegane alla Verza e Seitan in panatura di Cous Cous


.: But the world goes 'round – Liza Minnelli :.

Oggi polpettine davvero particolari, totalmente vegan e ricoperte da un'insolita panatura.... Morbide morbide, buone ed estremamente salutari!!!

Polpette Vegane alla Verza e Seitan in panatura di Cous Cous


Ingredienti:
  • 700 g di verza
  • 200 g di seitan al naturale
  • Un porro
  • 2 spicchi d’aglio
  • Un cucchiaino di curcuma
  • Qualche fogliolina di salvia
  • 100 g di cous cous
  • 100 g di brodo vegetale
  • Sale q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Aceto balsamico q.b.

In una padella rosolare l'aglio schiacciato, il porro tritato e la curcuma in un filino d'olio evo. Aggiungere la verza tagliata a pezzetti, fare insaporire qualche istante, unire anche il seitan a tocchetti e la salvia e continuare la cottura aggiungendo un pochino di brodo. Nel frattempo, mettere il cous cous in un recipiente e versarvi sopra il brodo bollente, aggiungere un cucchiaio di olio evo e lasciarlo riposare per 5 minuti, poi sgranarlo con una forchetta. Frullare il composto di verza e seitan in modo da ottenere un impasto da cui si riescano a ricavare delle polpette (se dovesse essere troppo asciutto aggiungere un po' di brodo, se dovesse essere troppo molle aggiungere un po' di pangrattato). Formare le polpettine e passarle nel cous cous. Una volta pronte metterle in forno per una decina di minuti circa a 180°. Essenziale qualche goccia di aceto balsamico sulle polpette prima di servirle; mi raccomando, non tralasciatelo!!!! Il giorno dopo sono ancora più buone!!!!

Con questa ricetta partecipo al contest "Il Couscous"


Lo sapevate che il Seitan …

... è un alimento altamente proteico ricavato dal glutine del grano tenero o di altri cereali come farro o Kamut? È ideale per un'alimentazione vegetariana o di semplice riduzione dei cibi di origine animale, di colesterolo e grassi. Le calorie del seitan si aggirano intorno alle 120 per 100 gr di prodotto, quindi sono simili a quelle della carne, senza però i grassi saturi e il colesterolo di quest'ultima. Il seitan ha un apporto proteico elevato (18%); non a caso, infatti, è soprannominato anche "carne di grano" e il nome seitan - coniato da George Oshawa - tradotto dal giapponese significa "è proteina". Contiene pochi grassi (1.5%) e carboidrati ed è molto saziante e facilmente digeribile ed assorbibile; tuttavia è carente di lisina, che non a caso rapresenta l'amminoacido limitante del frumento. Le carenze di lisina possono essere facilmente colmate dalle altre fonti proteiche consumate nello stesso pasto o in quelli precedenti o successivi. Quindi, ad esempio, l'aggiunta di legumi, salsa di soia (però in questo caso in quantità ovviamente importanti) o, meglio ancora, di tofu, può colmare le carenze aminoacidiche ed impreziosire la componente lipidica, fondamentale per la buona salute dell'organismo. Di aspetto simile alla carne, il suo sapore è invece più delicato e neutro e la sua consistenza più morbida, anche se spesso quest'ultima varia da un tipo di seitan all'altro. In commercio è possibile trovare seitan al naturale oppure alla piastra, a cubetti, affettato come antipasto, affumicato, aromatizzato. Viene anche usato per produrre prodotti simili a würstel con affinità di sapore a quello animale.

venerdì 16 novembre 2012

Qualche scatto dal Salone del Gusto 2012 e Crostata Rustica con le Mele Cotogne


 .: Slow food - Terrakota :. 

Non saprei dire con esattezza quando sono nati la mia smisurata curiosità per il mondo del food e la mia particolare attenzione verso tutto ciò che riguarda la cucina e l'alimentazione... Forse la ragione di questo mio interesse ha radici profonde, nella tradizione contadina della mia famiglia, è da ricercare, credo, nel tipo di cibo, per lo più naturale, che fin da piccina ho trovato in tavola... sin da bambina, infatti, non mangiavo praticamente mai merendine, la coca cola e le altre bibite erano relegate a particolari occasioni, non mi piaceva neppure il cioccolato, al mattino la mia colazione qualche volta era resa speciale da una semplice banana con lo zucchero sopra... ho sempre adorato mangiarla così!!!i miei peccati di gola erano i semplici dolci casalinghi che mi preparava la mia nonna.... la carne che mangiavamo era quella dei vitelli, dei conigli o dei polli che allevevano i nonni e le uova quelle delle loro galline che potevano scorrazzavare serene….la verdura la coltivavano con amore sempre i miei meravigliosi nonni rigorosamente senza usare prodotti chimici di sorta, nessun fertilizzante, pesticida o altre schifezze di cui ora si abusa sempre di più... non capisco proprio chi fa l'orto per sè o ha alberi da frutto che poi riempie di porcherie chimiche..... ma allora tanto varrebbe comprare la frutta e la verdura al supermercato, oltretutto a un costo inferiore.... Sarà forse l'essere cresciuta mangiando sempre quasi tutti cibi naturali che mi ha portato oggi a fare la spesa con un occhio attento a quello che entra nel mio carrello, non butto dentro quello che mi capita sotto mano guardando magari solo il prezzo o l'appeal della confezione, ma cerco di documentarmi su cosa significano i termini e le sigle sulle etichette e tento di evitare il più possibile cose deleterie per la salute come cibi pronti, additivi, conservanti, emusionanti ecc… alla fine basta studiare e documentarsi un po' per acquistare in modo più consapevole... poi, va beh, è ovvio che qualche sgarro ogni tanto lo si fa, però alla base del mio modo di acquistare c'è la ferma convinzione che avesse ragione Ippocrate, considerato il padre della medicina, quando affermava "Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo"... anche l'ayurveda, la medicina tradizionale indiana che ha ormai cinquemila anni, tiene in considerazione il cibo in quanto portatore di benefici a scopo terapeutico... e io nell'azione terapeutica degli alimenti ci credo fermamamente...  credo che la natura ci abbia donato tutto quello che ci serve e noi, oltre a non rispettarla più, non la stiamo neanche a sentire, non rispettiamo più i suoi ritmi, non ci affidiamo più a ciò che di buono ha da offrirci... si sono persi un sacco di antichi e preziosissimi saperi sia per quanto riguarda il cibo che per quanto riguarda il modo di curarsi... il cibo è un qualcosa che introduciamo ogni giorno nel nostro corpo e, quindi, il fatto di acquistare un prodotto invece che un altro forse non è così banale o da sottovalutare.... se un cibo è insano come può nutrirci e farci stare bene??? ritengo che l'alimentazione sia un fattore chiave per mantenerci in buona salute o, al contrario per farci stare male.... per non parlare poi della scelta dell'ingrediente come momento fondamentale per ottenere un buon risultato in cucina... quindi sono disposta a risparmiare su un sacco di cose, magari futili, ma, per quanto riguarda il cibo, cerco di scegliere ingredienti di buona qualità perchè se una cosa costa meno di un'altra non è quasi mai lo stesso in termini qualitativi e/o di sapore.... il mio fidanzato se ne accorge soprattutto per quanto riguarda le mele... le mele del supermercato trova sappiano di chimico rispetto alle mele della mia nonna o a quelle biologiche che compro io... e a chi mi dice che non esiste il biologico posso solo dire che la differenza per quanto riguarda il gusto per molte cose si sente e poi, già solo per il fatto che la lista degli ingredienti dei prodotti biologici in genere è decisamente migliore di quella dei prodotti che si trovano comunemente nei supermercati e per il fatto che nel bio è presente l'indicazione della provenienza delle materie prime di ogni prodotto (che altrimenti non viene menzionata se non per frutta e verdura) preferisco affidarmi a prodotti naturali...  e poi credo che valga la pena spendere qualcosa in più se questo può cercare di farci evitare una anche minima, minuscola parte di prodotti chimici dannosi per la salute.... già siamo circondati da inquinamento di ogni tipo tra acqua, aria, suolo e inquinamento elettromagnetico, se si può almeno tentare di evitare qualche fonte di pericolo per la salute perchè non farlo??? in fondo il mio ragionamento è "se compri un cibo non biologico sai già in partenza che è pieno di schifezze, se ne compri uno biologico (e con questo non intendo solo uno col marchio bio ma magari prodotto da qualcuno che ti ispira fiducia o sai che fa il proprio lavoro con passione e impegno per garantire un certo tipo di risultato) hai una possibilità, magari anche remota, che un po' più naturale lo sia....  
Tutta questa lunghissima introduzione per dire che, visto questo mio interesse per la qualità in fatto di cibo e visto che finora mi sono sempre persa questo evento,  non potevo non andare a dare uno sguardo al Salone del Gusto di Torino, che quest’anno era abbinato anche a Terra Madre….
Il suo sito descrive Terra Madre "...un progetto concepito da Slow Food per dare voce e visibilità ai contadini, pescatori e allevatori che popolano il nostro mondo.  Il nostro obiettivo è continuare ad avere terre fertili, dove germoglino e crescano piante e animali adatti a quei particolari ambienti, piuttosto che dopati con sostanze chimiche che li fanno fruttare o ingrassare artificialmente. Il nostro obiettivo è continuare ad avere persone che custodiscono terre, saperi e cibi che hanno il gusto della nostra infanzia. La rete di Terra Madre è costituita da tutti coloro che vogliono agire per preservare, incoraggiare e promuovere metodi di produzione alimentare sostenibili, in armonia con la natura, il paesaggio, la tradizione...  " Cose che ritengo fondamentali anch'io!!!!
Come riporta il sito del Salone del Gusto: "Le due manifestazioni portano a compimento un percorso: il mondo del cibo e della gastronomia non possono prescindere da chi lavora la terra, da chi trasforma ogni giorno la natura in cultura, da chi sente su di sé, sui suoi campi e sulla propria comunità il peso di problemi ecologici, climatici, economici, sociali sempre più soffocanti."
Una manifestazione importantissima per il mondo agricolo ed enogastronomico a livello internazionale.... un incredibile numero di produttori, presìdi Slow Food, cuochi, laboratori del gusto, percorsi didattici, conferenze e appuntamenti vari...  950 espositori, 300 presìdi Slow Food, produttori e prodotti delle comunità del cibo di 130 Paesi...

un viaggio attraverso una mescolanza di profumi, sapori e nazionalità diversi su una superficie di  80 mila mq....
Miele e confetture di ogni tipo, intensi profumi di caffè e spezie....


un’infinità di formaggi, oli davvero eccellenti, ogni genere di salami e prosciutti.... 

 
vini in abbondanza, dolci, farine e pasta di ogni tipo…. 



E poi tantissima gente.... ho visto parecchie persone con borse e carrellini della spesa stracolmi....molti prodotti, nonostante molti prezzi non proprio da periodo di crisi, ci hanno detto che erano  già esauriti da tempo....  


Devo dire che in alcuni casi il rapporto qualità-prezzo era davvero sproporzionato, certi prezzi secondo me erano davvero spropositati anche se si considera il lavoro che può richiedere ottenere un buon prodotto.... per non parlare del prezzo del biglietto, 20 euro per l'ingresso onestamente mi sono sembrati davvero eccessivi....  

Comunque, nonostante questo, l'evento mi ha dato l'opportunità di scoprire davvero delle eccellenze del panorama enogastronomico italiano e persone che lavorano seriamente per offrire un prodotto di qualità... forse non proprio tutto era così eccellente, ma, in ogni caso, già solo per la possibilità di assaggiare e conoscere prodotti di cui ignoravo l'esistenza, è stata una bella esperienza... per non parlare poi di come sia interessante, a mio avviso, soffermarsi e notare come il territorio incida sul modo di mangiare influenzando coltivazioni, saperi e tradizioni.... bellissimo è scoprire tutto questo, trovo sia un modo affascinante di viaggiare... e imparare a scoprire l’altro sulla base di ciò che mangia fornisce un sacco di informazioni e spunti interessanti di riflessione per capire meglio persone magari molto lontane fisicamente o culturalmente da noi… 

E quale ricetta potevo postare oggi se non quella di una fantastica crostata che fa molto casa e richiama un po' tempi ormai passati??? Una crostata un po' insolita per via del grano saraceno che gli conferice un gusto e una consistenza particolari al palato ma davvero piacevoli.... e che dire delle fantastiche mele cotogne che arrivano direttamente dall'albero della mia nonna??? Non ho mai amato questo frutto fino a quest'anno, non so come mai visto che già solo il loro profumo trovo sia delizioso.... in compenso quest'anno ho recuperato tutti gli anni persi!!!!
Se anche voi avete la fortuna di poter disporre di frutti meravigliosi come questi vi consiglio di provare questa crostata.... o anche solo di gustare a grosse cucchiaiate la composta da sola, secondo me è già fantastica così !!!!

Crostata Rustica (senza glutine) con Composta di mele cotogne


Ingredienti per la crostata:
  • 185 g di farina di riso
  • 200 g di farina di grano saraceno
  • 80 g di fecola di patate
  • 225 g di burro
  • 175 g di zucchero a velo di canna
  • 1 uovo
  • Un cucchiaio di miele d’acacia
  • Un cucchiaino di cannella
  • Scorza grattugiata di un limone
  • 1 pizzico di sale
  • Vaniglia
Ingredienti per la composta:
  • 7-8 mele cotogne
  • 6-7 cucchiai zucchero grezzo di canna
  • Scorza grattugiata di un limone
  • Succo di un limone
  • Una tazza d’acqua
  • 2 cucchiai di miele d’acacia
Preparare la composta sbucciando e tagliando a pezzetti le mele, irrorandole con il succo di limone e mettendole a macerare con lo zucchero di canna per almeno una mezz’oretta. Aggiungere la scorza e la tazza d’acqua e fare cuocere per 20-25 minuti circa. A cottura ultimata mescolare alla composta 2 cucchiai di miele d’acacia. 
Preparare la frolla mettendo le farine setacciate a fontana. Aggiungere  il burro freddo di frigorifero tagliato a pezzetti e sfregarlo con le dita insieme alla farina. Non appena si sarà ottenuto uno sfarinato, fare una fontana, mettere al centro lo zucchero, l’uovo, il miele, un pizzico di sale, la vaniglia, la cannella e la scorza grattugiata. Con una forchetta sbattere questi ingredienti finché saranno ben amalgamati e unire a poco a poco la farina intorno facendola assorbire alle uova. Quando si sarà ottenuto un composto omoegeneo, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigo per almeno una mezz’oretta. Preriscaldare il forno a 180°. Stendere l'impasto nello stampo (tenendone un po' da parte per la griglia), coprire con la composta e creare delle strisce con l’impasto avanzato con cui ricoprire la base. Cuocere per 45-50 minuti circa nel ripiano più basso del forno. Una volta raffreddata, spolverizzare con lo zucchero a velo.

Lo sapevate che la mela cotogna …

...  è il frutto di un piccolo albero delle Rosacee come il melo e il pero originario di un'area che va dall'Asia Minore fino alla Cina? La sua coltivazione era già nota in epoca greca e romana, come testimoniano gli antichi affreschi di Pompei. La mela cotogna rappresentava l'emblema di Venere, simbolo di buon auspicio e fecondità nei banchetti matrimoniali al tempo degli Dei. Ricca di vitamina A, B, C e PP e di sali minerali, tra cui potassio, fosforo, zolfo, calcio e magnesio, ha pochi zuccheri e molte fibre, ha un basso contenuto calorico (ogni 100 grammi di prodotto forniscono circa 26 calorie) che la rende adatta anche a chi soffre di diabete o chi ha necessità di seguire un'alimentazione a regime dietetico. Questo frutto può vantare proprietà emollienti, toniche, astringenti ed antinfiammatorie dell'apparato digerente. I tannini contenuti nella mela cotogna sono in grado di proteggere la mucosa dell'intestino ed esercitano un’azione antibatterica. La mela cotogna, come del resto tutte le mele, contiene acidi organici, tra cui il malico, utile per favorire la digestione. Consumata cotta, la mela cotogna ha una spiccata proprietà lassativa, stimolando e favorendo la motilità intestinale grazie alla generosa presenza di fibre e pectine. Alimento prezioso negli stati di inappetenza, nelle affezioni del fegato, nella colite, contrasta i processi emorroidali e il prolasso del retto, frena la diarrea e il vomito, infatti il succo e la polpa di mele cotogne bollite o al forno sono un buon rimedio anti-emetico. Inoltre, associata al succo di limone, tonifica tutte le funzioni vitali. Vanta anche preziose proprietà antiossidanti che aiutano l’organismo a combattere i radicali liberi. E’ utile per chi soffre di anemia, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie e asma, rafforza le difese immunitarie, combatte le infezioni delle vie aeree superiori e i decotti o gargarismi preparati con le loro bucce sono indicati nei casi di tosse persistente, per alleviare i sintomi da raffreddamento e il mal di gola. Infine, il consumo di mele cotogne ha dimostrato essere utile nelle persone che soffrono di ulcera gastrica e per ridurre il colesterolo cattivo.
martedì 6 novembre 2012

Il passato di verdure della mia nonna


.: Country comfort - Elton John :.

Si parla tanto di comfort food, un cibo legato a ricordi del passato, alle tradizioni, alla famiglia, che porta con sè sentimenti di nostalgia, che ti emoziona riportandoti alla mente momenti piacevoli ormai lontani, un cibo che coccola e con un profondo valore affettivo... solitamente rimanda alla cucina della tradizione e può essere anche strettamente legato a una certa cultura .... ecco, quando io sento la parola comfort food subito mi viene in mente il passato di verdure che mi faceva la mia nonna, il mio comfort food... per il resto del mondo sarà un semplice e non molto originale passato di verdure, ma per me rappresenta una delle cose più buone che esistano.... è un piatto che mi ricorda l'infanzia, il caldo tepore di casa, il profondo affetto che mi lega alla mia famiglia.... ricordo che la mia nonna me ne preparava in quantità industriali e io, quando sapevo che ci sarebbe stato il passato, non vedevo l'ora che arrivasse il momento della cena... ne mangiavo dei piattoni enormi... 
la ricetta riportata sotto è quella della mia nonna, io ho provato a rifarlo seguendo le dosi che mi ha indicato lei ed è venuto molto buono, ma aveva un qualcosa in più quello fatto dalla sue mani... mani straordinarie... hanno sempre esercitato su di me un fascino profondo le mani dei miei nonni e delle persone con qualche annetto in più in generale... e, soprattutto, adoro vederle al lavoro... ricordo che guardavo incantata le mani delle mie nonne quando impastavano o facevano gli gnocchi... mani che hanno vissuto e lavorato tanto, che portano con sè le tracce indelebili di una vita intera, segnate da un lavoro duro, in campagna, fatto di grandi sacrifici, quando, come dicono sempre loro, "ce n'erano pochi da spendere".... però "forse si stava meglio allora"... e spesso mi viene il dubbio che sia davvero così... 

Passato di verdure della mia nonna


 Ingredienti:
  • Ditalini rigati
  • 2 zucchine grandi o 3 piccole
  • 3-4 gambi di sedano
  • 2 patate grosse o 3 medie
  • 3 carote
  • Una cipolla
  • Uno spicchio d'aglio
  • Qualche fogliolina di salvia
  • 2 manciate generose di fagioli surgelati (o, quando ci sono, freschi)
  • 1-2 cucchiai di passata di pomodoro
  • Un filino d'olio extravergine d'oliva
  • Sale q.b.
Tagliare a pezzetti le verdure e metterle in una pentola d’acqua (un paio di litri) aggiungendo anche gli aromi e la passata. Fare cuocere per un paio d’ore (se fosse necessario, aggiungere un altro po' d'acqua) e poi passare il tutto con il passaverdura. Se, dopo averlo passato, dovesse risultare troppo denso, aggiungere un po' d'acqua (per la quantità regolatevi in base al vostro gusto, a noi piace molto denso, proprio come faceva la mia nonna e, quindi, non ne aggiungo tantissima ma non deve neanche essere troppo denso altrimenti la pasta non riuscirà a cuocerà bene).  Mettere nuovamente sul fuoco e, al bollore, aggiungere i ditalini. Una volta cotta la pasta, impiattare e completare con un filino d'olio buono.

Lo sapevate che il Sedano …

... possiede virtù terapeutiche conosciute fin dall'antichità? Già 1.000 anni prima di Cristo, infatti, le opere di alcuni autori greci, quali l'Odissea di Omero, contenevano riferimenti all'utilizzo di questa pianta come erba medicinale. Omero racconta che Achille fece guarire il suo cavallo gravemente ammalato facendogli mangiare una pianta di sedano. Nel Medioevo la badessa Ildegarda di Bingen considerava il sedano una panacea contro ogni male. Fino al XVII secolo il sedano è stato considerato solo come pianta medicinale e la prima testimonianza dell'impiego del sedano a fini alimentari proviene da un documento francese del 1623. Anticamente, il sedano era anche collegato al culto dei morti. Nell’antica Grecia veniva usato come simbolo di lutto, mentre nell’antica Roma era un ornamento per le tombe. È stato inoltre ritrovato nei corredi funerari delle mummie egiziane.
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Un ringraziamento ad Elisa, Inco, Enrica, Sabrina e Debora per aver pensato a me per questo premio:



e un ringraziamento a Magda per avermi assegnato questo premio:


e un ringraziamento anche a Doris per questo premio:



e a Claudia per questo premio:



e ringrazio Rita per questo premio:



e Rachele e Rita per questo premio:



e sempre Rita per questo portafortuna:



e Barbara per questo premio:



e Valentina per questo premio:



e Sabry ed Erica per questo:



e Cinzia per questo:

e Debora per questi:



e Ale per questo: