domenica 30 settembre 2012

Risotto Cremoso alle Bietole


.: September morn - Neil Diamond :.

Ho notato che è da un bel po' che non pubblico la ricetta di un risotto... Rimedio subito con un cremosissimo risotto con le bietole.... Perfetto per riscaldare queste giornate in cui il freddo inizia a farsi sentire!!!!

Risotto cremoso alle Bietole da Costa

Ingredienti per 2 persone:
  • 170 g di riso
  • Uno spicchio d’aglio
  • 350 g di bietole da costa
  • 170 g di crescenza
  • Una manciata di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • Brodo vegetale q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.
In una padella rosolare l’aglio spremuto con un filo d’olio evo. Aggiungere le bietole private della parte bianca e tagliate a striscioline. Far insaporire e unire il riso, farlo tostare e continuare la cottura aggiungendo quando necessario del brodo vegetale.  Verso fine cottura aggiungere la crescenza e alla fine regolare di sale e mantecare con il Parmigiano grattugiato.

Lo sapevate che la bietola da costa …

.... è una pianta del genere Beta di origine Europea e Nord-Africana che ha raggiunto un’ampia diffusione in America ed Asia? In Italia la coltura è diffusa soprattutto in Puglia e nel Sud Italia per le produzioni invernali e inoltre nel Lazio, in Toscana e in Veneto. La raccolta della bietola avviene al Nord da marzo a novembre, al Centro da febbraio ad aprile e da settembre a dicembre, al Sud da gennaio ad aprile e da ottobre a dicembre. La bietola è ricca ricca di fibre, di acqua, di magnesio, ferro e vitamine (come la provitamina A o beta-carotene, una vitamina importantissima per la pelle, i tessuti e la vista).  Ha proprietà rinfrescanti ed emollienti. Viene consigliata anche a chi soffre di anemia per l’alto contenuto di acido folico che favorisce la metabolizzazione del ferro.
giovedì 20 settembre 2012

Un piatto di pasta e tanti ricordi


.: Moondance - Michael Bublè :.

 La prima volta che ho assaggiato la pasta che vi propongo oggi ero in un ristorante in compagnia dei miei compagni di corso dell’università durante una delle tante pause pranzo che abbiamo condiviso… Quando ho deciso di pubblicare questa ricetta ho ripercorso mentalmente quel periodo, uno dei più spensierati della mia vita, e mi sono venute in mente tantissime cose... come le mattinate trascorse al parco invece di andare a seguire quel prof. così noioso e le cui lezioni erano pressoché inutili, i pomeriggi da Fabio e Fabiano e il ricordo di Fabio che purtroppo non c’è già più, le interminabili ore passate sui treni, le giornate di “studio” al bar prima degli esami durante le quali si concludeva sempre ben poco, il ponte sulle ALU, “Moondance” di Bublè come colonna sonora di tanti giorni, “Vertigo” come suoneria del cellulare, le corse alla Carl Lewis per non perdere il treno, i bigliettini nascosti nella maglia, quel prof. che assomigliava in modo impressionante al signor Burns dei Simpson, “Napulè è” che, per la felicità dei miei compagni, cantavo al mattino presto sul binario 2, la montagna di quaderni e libri sul tavolo della cucina, gli onnipresenti Queen e Sinatra, gli esami scritti fatti un po’ in gruppo, le mie mille bustine di zucchero e i litri di tè e di caffè, i buffi soprannomi con cui ci chiamavamo e il mio, un po' bizzarro, da cui ha preso il nome la mia mail, la Sambuca con la mosca dei miei compagni e il mio tè freddo, le mie penne al pomodoro diventate indimenticabili, le ore a parlare sotto casa perchè, nonostante la giornata trascorsa insieme a lezione, si era sempre felici di passare del tempo insieme, le scatole intere di pastiglie Leone alla fragola mangiate nel giro di 5 minuti, i Negrita, i venerdì sera a ballare con lo "shock and chic", quel pomeriggio sull'erba con la chitarra, i quaderni riempiti di disegni e commenti durante le lezioni invece di prendere appunti, le tante, tantissime risate... e potrei continuare ancora.... eravamo proprio un bel gruppo.... Sono stati anni arricchiti da tante persone e incontri... la numerosissima compagnia, le persone che ti facevano sentire speciale e importante, che ti consideravano in gamba e fuori dal comune, quelle che ti facevano ridere, quelle che, nonostante conoscessi da poco, sembrava facessero parte della tua vita da sempre e, invece, quelle che, nonostante conoscessi da sempre, riuscivano a deluderti sempre un po', quelle che ci sono sempre state e sanno tutto di te, quelle che continuano ad esserci, quelle che non fanno più parte della tua vita ma che ti farebbe davvero piacere rivedere e quelle di cui invece non senti per nulla la mancanza, quelle uguali a te e quelle diversissime da te ma con cui, in ogni caso, ti trovavi bene, quelle che ti hanno inseganto tanto e quelle a cui, forse, qualcosa hai insegnato anche tu, quelle che ti resteranno nel cuore, sempre, nonostante tutto... Quante cose sono successe e quante sono cambiate da allora ma posso dire che è stato un bellissimo periodo della mia vita che ricordo sempre con molta gioia, nostalgia e con affetto per le persone che ne hanno fatto parte…

E ora la ricetta della pasta assaggiata in quel ristorante…. Una volta che si ha il pesto è a dir poco banale e praticamente già fatta…A me e al mio fidanzato piace di più della pasta condita col solo pesto... Da provare assolutamente!!!  

Prima di passare alla ricetta, però, voglio ringraziare di cuore la carinissima Meg per avermi fatto vincere il suo contest!!! Grazie infinite!!!!
 
Strozzapreti al Pesto Rosso



Ingredienti per 2 persone:
  • 3 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • 2 cucchiai di pesto (vedi ricetta sotto)
  • 180 g di strozzapreti
Far cuocere la pasta in acqua salata e, una volta cotta, scolarla e condirla con il pesto e il concentrato allungati a parte con un po' di acqua di cottura della pasta.

Ingredienti per il pesto (questa è la dose per 2 persone che uso per fare la pasta con il solo Pesto, non ho mai calcolato le quantità per averne solo 2 cucchiai ma, indicativamente, sarà un po' meno di metà dose)
  • 25 g di foglie di basilico genovese
  • Uno spicchio d'aglio (ci vorrebbe quello di Vessalico, che risulta essere un po' più più delicato e bisognerebbe usare uno spicchio d'aglio ogni trenta foglie di basilico)
  • Un cucchiaio di pinoli
  • 4-5 cucchiai di olio extravergine di oliva (meglio se ligure)
  • 3 cucchiai di Parmigiano Reggiano belli abbondanti (35 g circa)
  • 1 cucchiaio di Pecorino sardo bello abbondante (ci vorrebbe il "Fiore Sardo")  (10 g circa)
  • Qualche grano di sale marino grosso  

Il procedimento tradizionale per fare il vero Pesto genovese prevede l'utilizzo del mortaio di marmo e del pestello di legno e un po' di pazienza. Innanzitutto, bisogna lavare con delicatezza il basilico e farlo asciugare bene facendo attenzione a non stropicciare le foglie per evitare che si rompano le vescicole contenenti gli oli essenziali e che si provochi così un'alterazione del gusto e del colore del pesto.  Nel mortaio iniziare a schiacciare l'aglio con un movimento rotatorio del pestello. Aggiungere qualche grano di sale grosso, continuare a schiacciare, unire il basilico ruotando leggermente il pestello sugli ingredienti fino a quando dal basilico uscirà un liquido verde brillante. Aggiungere quindi i pinoli, il Parmigiano Reggiano e il Pecorino Sardo poco alla volta. Infine, aggiungere poco per volta anche l'olio extravergine d'oliva. Amalgamare bene gli ingredienti fino ad ottenere una salsa omogenea. 
E' importante ricordare che la lavorazione deve avvenire nel minor tempo possibile per evitare l'ossidazione.
In alternativa a questo procedimento che richiede un po' di pazienza, è possibile preparare il Pesto con un frullatore, tenendo presente che il suo uso ha lo svantaggio di ossidare le foglie di basilico e di scaldare la salsa e, quindi, bisogna avere l'accortezza di non frullare a velocità troppo alta e di mettere in frigo la tazza del frullatore e le lame almeno un'ora prima della preparazione.
Prima di utilizzare il Pesto come condimento per la pasta, va allungato con poca acqua di cottura della pasta aggiunta poco per volta fino ad ottenere la consistenza desiderata. 
E' possibile fare più pesto del necessario e congelare quello che avanza.


 Lo sapevate che il Pesto....

...è un tipico condimento crudo della cucina ligure? La voce pesto, ancora nel 1876, veniva presentata da Giovanni Casaccia, nel suo dizionario genovese italiano, come autoctona di Genova. La parola viene da pestare: battere qualcosa con un pestello per ridurlo in polvere, in poltiglia o in strati più sottili; per questo il Pesto è conosciuto anche come “battuto genovese”. Da pestare deriva anche il termine pestello che, insieme al mortaio, è l'utensile tradizionale per fare questa salsa. Il Pesto genovese discende probabilmente dal "moretum" degli antichi romani, una pasta verde ottenuta da formaggio, aglio ed erbe, e la cui preparazione è descritta in un poemetto attribuito a Virgilio. Durante il Medio Evo, poi, c’era in Italia una salsa “plebea” che si può considerare antenata del pesto: l’agliata, un battutto di noci e aglio, il quale ha avuto per secoli un posto cruciale nell’alimentazione di genovesi e liguri, soprattutto di quelli che andavano per mare.  Gli uomini di mare, infatti, ne mangiavano grandi quantità per prevenire le malattie e i contagi durante le lunghe navigazioni in condizioni di scarsa igiene. Le ricette di Pesto vero e proprio iniziano a comparire solo nel XIX secolo. Poco prima della metà del secolo appaiono ricette che non contemplano pinoli e nel 1863 Giovanni Battista Ratto pubblica "La Cuciniera Genovese", ritenuto il primo e più completo libro sulla gastronomia del territorio ligure, nel quale la ricetta del Pesto è la seguente: “Prendete uno spicchio d'aglio, basilico (baxaicö) o in mancanza di questo maggiorana e prezzemolo, formaggio olandese e parmigiano grattugiati e mescolati insieme e dei pignoli e pestate il tutto in mortaio con poco burro finchè sia ridotto in pasta. Scioglietelo quindi con olio fine in abbondanza. Con questo battuto si condiscono le lasagne e i gnocchi (troffie), unendovi un po' di acqua calda senza sale per renderlo più liquido”. Nell’Ottocento la pasta al Pesto era considerata un cibo popolare e la ricetta di quel periodo è rimasta sostanzialmente la stessa. In Liguria, inoltre, c’era e c’è tuttora, l’usanza di aggiungere patate, fave o fagiolini e, a volte, anche zucchine tagliate a pezzetti cotti insieme alla pasta. A Genova, in particolare, si aggiungono patate e fagiolini alle trofie o alle trenette classiche o "avvantaggiate", ovvero quelle fatte con farina integrale. Le interpretazioni comunque non sono univoche: per alcuni, “avvantaggiate” sono le trenette alle quali si aggiunge la verdura. Come pure c’è una scuola di pensiero che esclude categoricamente l’aggiunta di patate alle trofie. In generale si dice che in Liguria è difficile trovare due pesti uguali, a causa delle varianti, a volte addirittura famigliari, come l’aggiunta di noci, ricotta o altri formaggi.
martedì 11 settembre 2012

L'estate sta finendo...


.: L'estate sta finendo - Righeira :.

Eh sì, purtroppo anche quest'anno l'estate sta volgendo al termine e la brutta stagione sta per prendere il suo posto.... mesi di freddo, tempo grigio, nebbia, maglioni spessi tre dita e un'infinità di strati sotto i giubbotti pesanti.... Proprio una tragedia per me che non sopporto il freddo....d'inverno vado letteralmente in letargo e, se proprio non sono costretta ad uscire, me ne sto a casa girando imbacuccata come se dovessi partire da un momento all'altro per una spedizione in alta montagna o piazzandomi appiccicata a un termosifone a caso per cercare un po' di calore... Meglio non pensarci già ora e godersi gli ultimi momenti di sole e caldo.... E gustarsi anche le ultime verdure estive magari facendo questa ricetta a base di melanzane, un po' banale, d'accordo, ma è un'idea facile e veloce per un contorno leggero e saporito, con un buon profumo d'estate..... Anche a me, che non sono una grande fan di questo ortaggio, non è dispiaciuta per niente.... Per arricchire un po' la ricetta si potrebbe aggiungere un po' di feta sbriciolata ma, se amate le melanzane e volete gustare appieno il loro sapore, io consiglio di provare la ricetta così com'è...
 
Melanzane Mediterrranee


Ingredienti per 2 persone:
  • Una bella melanzana grande
  • Qualche oliva nera
  • Qualche pomodorino
  • Qualche foglia di basilico
  • Origano q.b.
  • Una bella presa di sale rosa dell'Himalaya
  • Olio extravergine d’oliva aromatizzato all'aglio q.b.
Sistemare in una pirofila la melanzana tagliata a fette non troppo spesse e disporvi sopra qualche oliva e i pomodorini tagliati a metà. Qualche generoso pizzico di origano, una bella presa di sale rosa, un bel giro d'olio buono e mettere in forno a 180° per 30-40 minuti. A cottura ultimata completare con qualche foglia di basilico.

Lo sapevate che la melanzana …

...è un ortaggio della famiglia delle Solanacee? E' originaria dell'India dove già quattromila anni fa cresceva spontaneamente e veniva consumata conservata in salamoia e arricchita di spezie piccanti. La diffusione in Europa di nomi derivati dall'arabo e la mancanza di nomi antichi latini e greci indicano che fu portata nell'area mediterranea dagli arabi non prima del Medioevo ma per molto tempo non riscosse alcun successo (si riteneva addirittura che potesse provocare la pazzia). In Italia la melanzana inizò ad essere cucinata a partire dal Quattrocento e, durante la seconda guerra mondiale, le sue foglie, venivano essiccate al sole ed usate presso i contadini e i pastori per la confezione di sigari o sigarette in sostituzione dell'introvabile tabacco. Gli Arabi chiamavano la melanzana "badingian", in Italia fu aggiunto il suffisso "melo" divenendo così "melo-badingian", quindi melangian, da cui l’attuale nome. In altre regioni il suffisso fu "petro", per cui si ebbe "pedro-badingian" dal quale si formerà petronciano o petonciano, altro sinonimo con il quale viene indicato questo ortaggio. Il nome melanzana, in particolare, veniva interpretato anche come "mela non sana",  proprio perché non è commestibile da cruda. La melanzana cruda, infatti, ha un gusto sgradevole ed è anche tossica perché contiene solanina. Il valore nutritivo delle melanzane è piuttosto scarso: ha poche calorie, pochi grassi, proteine e glicidi, quantità ridotte di vitamine e sali minerali. Contiene sostanze amare simili a quelle contenute nelle foglie dei carciofi (che stimolano la produzione della bile e abbassano il colesterolo), acido caffeico e clorogenico (con azione antibatterica) e alcune sostanze che aumentano la secrezione di ormoni surrenali. E' diuretica e si ritiene utile come blando sedativo.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Ricette per stagione


Ricette...

Post più popolari

Categorie

Acciughe (7) Aglio (49) Agretti (1) Agrumi (43) Albumi (1) Alloro (13) Amaretti (4) Ananas (2) Aneto (1) Anice (1) Antipasti e finger food (14) Arancia (28) Asiago (1) Asparagi (5) Autunno (154) Avena (2) Barbabietola (5) Basilico (11) Besciamella (3) Bietola (1) Biscotti (18) Borragine (1) Broccoli (4) Cacao (20) Cachi (1) Caffè (2) Camembert (1) Canditi (10) Cannella (10) Capperi (2) Caprino (3) Carciofi (3) Cardi (1) Carne (2) Carnevale (2) Carote (14) Castagne (5) Castelmagno (1) Cavolfiore (2) Cavolini di Bruxelles (1) Cavolo (1) Cavolo nero (1) Cavolo Romano (1) Ceci (1) Chiodi di garofano (6) Cicoria (2) Cioccolato (25) Cipolle (39) Cipolline (1) Cipollotti (3) Cocco (1) Colatura d'alici (1) Coniglio (1) Conserve (3) Contest (44) Contorni (10) Cous Cous (2) Crackers (1) Creme e salse dolci (21) Crescenza (1) Crostate (11) Cumino (1) Curcuma (13) Curry (2) Datteri (1) Dolcetti (17) Dolci (75) Dolci al cucchiaio (10) Dolci per la colazione (15) Dolci per le occasioni (8) Enkir (1) Erba cipollina (1) Ernst Knam (2) Estate (126) Fagioli (4) Fagiolini (2) Farro (3) Fave (1) Festa della donna (2) Festa della mamma (1) Feta (3) Fichi (1) Fontina (1) Formaggi (56) Fragole (4) Frutta (25) Frutta sciroppata (8) Frutta secca (21) Frutti di bosco (4) Funghi (8) Gelato (1) Ginepro (3) Glasse e ganache (5) Gnocchi (6) Gomasio (2) Gorgonzola (1) Gruyère (2) Halloween (2) Insalate (1) Inverno (139) Lamponi (1) Lamponi. Liquori (2) Lasagne (4) Latte vegetale (6) Legumi (13) Lenticchie (3) Lievitati (5) Limoni (23) Liquori (2) Maggiorana (1) Mais (1) malto (2) Malva (1) Mandarini (1) Mandorle (5) Marmellata e Confettura (14) Marrons Glacés (2) Mascarpone (6) Mela Cotogna (1) Melagrana (1) Melanzane (3) Mele (1) Menta (1) Miele (5) Miglio (2) Minestre e vellutate (5) Mirtilli (3) Montasio (1) More (3) Mozzarella (1) Muffin e Cupcake (8) Natale (13) Nigella Lawson (1) Nocciole (5) Noce moscata (3) Noci (9) Nutella (1) Olive (4) Origano (2) Ortaggi (60) Orzo (3) Pane e Grissini (2) Panettone e Pandoro (4) Panna (13) Paprika (4) Parmigiano Reggiano (28) Pasta (25) Pasta all'uovo (16) Pasta brisè (2) Pasta frolla (24) Pasta ripiena (2) Pasta sfoglia (3) Patate (8) Pecorino (12) Peperoncino (1) Peperoni (2) Pere (4) Pesce (16) Pesche (4) Piatti unici (10) Piccola pasticceria (21) Pinoli (3) Piselli (3) Pistacchi (1) Polenta (1) Polpette (5) Polpettoni (1) Polpo (1) Pomodori secchi (5) Pomodoro (12) Porro (8) Preparazioni di base (13) Prezzemolo (8) Primavera (130) Primi piatti (71) Prosciutto (3) Quinoa (1) Radicchio (2) Rapa (1) Ravanello (1) Ribes (2) Ricette dal mondo (6) Ricette del riciclo (15) Ricette della salute (66) Ricette di famiglia (5) Ricette facili e veloci (40) Ricette light (9) Ricette regionali (11) Ricette vegan (65) Ricette vegetariane (155) Ricotta (2) Ricotta salata (1) Rimedi naturali (1) Riso (21) Robiola (3) Roquefort (1) Rosmarino (15) Rucola (2) Salame (1) Salmone (1) Salmone affumicato (3) Salse (2) Salsiccia (1) Salvia (23) San Valentino (7) Santa Lucia (2) Santoreggia (1) Scamorza affumicata (1) Secondi Piatti (9) Sedano (7) Seitan (2) Semi di papavero (1) Semi di sesamo (3) Senza glutine (57) Senza latte (78) Senza uova (129) Sgombro (2) Sorelle Simili (4) Speck (1) Spezie ed erbe aromatiche (47) Spinaci (1) Stracchino (1) Taleggio (1) Tartufo (1) Tempeh (1) Timo (5) Tofu (1) Tonno (1) Torte salate (2) Uvetta (1) Verza (2) Viaggi e gite (22) Vino (1) Vol-au-vent (1) Yogurt (2) Zafferano (3) Zenzero (6) Zucca (12) Zucchine (11)
Powered by Blogger.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *

Premi

Un ringraziamento ad Elisa, Inco, Enrica, Sabrina e Debora per aver pensato a me per questo premio:



e un ringraziamento a Magda per avermi assegnato questo premio:


e un ringraziamento anche a Doris per questo premio:



e a Claudia per questo premio:



e ringrazio Rita per questo premio:



e Rachele e Rita per questo premio:



e sempre Rita per questo portafortuna:



e Barbara per questo premio:



e Valentina per questo premio:



e Sabry ed Erica per questo:



e Cinzia per questo:

e Debora per questi:



e Ale per questo: