lunedì 24 agosto 2015

Il giro dell'Elba - Est


Un viaggio stupendo in un’isola che all'interno dei suoi 223 mq racchiude paesaggi e colori molto diversi tra loro: zone selvagge e graziosi borghi, alture, scogliere a strapiombo sul mare, una vegetazione che copre tutte la gamma dei verdi e un mare dalle mille sfumature di blu e verde, spiagge splendide, incontaminate e quasi deserte o attrezzate e piuttosto affollate, con caratteristiche differenti da zona a zona. Si va dalle spiagge di sabbia bianca granitica o scogli levigati nella parte occidentale (ad esempio a Marina di Campo, Cavoli, Fetovaia, Seccheto e Sant'Andrea), a quelle di sabbia dorata nella parte centrale sia a sud che a nord-ovest come Procchio, Biodola, Lacona e Lido di Capoliveri o ancora a spiagge di ghiaia bianchissima nella parte di costa a ovest di Portoferraio che conferiscono al mare una eccezionale trasparenza (Le Ghiaie, Capo Bianco, Sansone), e, infine, spiagge caratterizzate da polvere e minerale di ferro nella costa orientale come Terranera e Topinetti. Le sue coste si estendono per circa 150 km e ha una larghezza da Ovest a Est di circa 27 km e un'altezza da Nord a Sud di circa 18 km e quindi le sue dimensioni contenute (nonostante sia la terza isola italiana coma grandezza) ci hanno permesso in una settimana di poter apprezzare le bellezze di gran parte dell'isola. Peccato che, nonostante fosse solo giugno quando siamo stati all’Elba e quindi non nel massimo del caos di luglio e agosto, abbiamo dovuto rinunciare a fermarci in diverse spiagge in cui era impossibile trovare un parcheggio o in altre un po' complicate da raggiungere per mancanza di tempo. Ma il fascino dell’isola è anche questo; è scarpinare per raggiungere piccoli angoli di paradiso, o soffermarsi ad ammirare il sole che sorge o tramonta sull’acqua creando sfumature incredibili, è gironzolare in graziosi paesini, è respirare il profumo frizzante dell'aria di mare, o tuffarsi nel blu cristallino. Noi abbiamo vistato l’intero perimetro partendo da Cavo e, andando in senso oraio, ritornando a Cavo una settimana dopo.





Cavo, un piccolo paese che non mi è sembrato molto vivace, a parte avermi regalato l'emozione di una meravigliosa alba sul mare il giorno della partenza, non mi ha colpito particolarmente.

Cavo

Scendendo verso sud nella parte est dell'isola, la 'Costa che brilla', per la presenza delle ex miniere di ferro che han conferito particolari ed uniche caratteristiche di brillantezza a tutto l'ambiente circostante e soprattutto alle spiagge, si raggiungono Rio nell'Elba e, sul mare, Rio Marina.  Non abbiamo visto le spiagge di questa prima parte dell'isola, forse meno frequentate da turisti e più difficili da raggiungere, ma ho letto che sono spiagge di sassi neri molto caratteristiche. E non ho dubbi al riguardo visto che anche a Rio Marina un pezzetto di spiaggia era scura e scintillante e le strade luccicavano come ricoperte da infinite pagliuzze preziose sotto i raggi del sole, una caratteristica molto particolare!

Rio Marina


Ancora più a sud, molto graziosa è Portoazzurro, con i suoi stretti vicoli su cui si affacciano molti negozi e un'infinità di ristoranti.

Portoazzurro


Allontanandosi dal mare, una tappa obbligata è Capoliveri, delizioso paese animato soprattutto di sera. Suggestive le sue pittoresche viuzze, e la sua piazza da cui si può ammirare uno scorcio incantevole del meraviglioso mare elbano.


Capoliveri

Capoliveri

Capoliveri

Sono famose nelle vicinanze le spiagge di sabbia di Pareti e quella dell'Innamorata che deve il suo nome a una leggenda che nel 1534 vede protagonista  un'innamorata che per raggiungere il suo amato che era stato rapito dai pirati di Barbarossa si tuffò in mare e scomparve. Venne ritrovato soltanto il suo scialle (la ciarpa) su uno scoglio. Ancora oggi ogni 14 luglio un corteo di cento figuranti in costumi cinquecenteschi sfila per le vie del paese fino a raggiungere la spiaggia dell'Innamorata dove ha luogo la sfida fra gli equipaggi dei rioni che gareggiano per aggiudicarsi la “ciarpa” che sarà poi consegnata alla ragazza scelta dal rione vincitore che la conserverà fino all'anno successivo.

Innamorata


La prossima settimana la parte Ovest dell'isola e spero anche una ricetta!
martedì 4 agosto 2015

Una deliziosa ricetta anti spreco con i baccelli dei piselli!


Forse non tutti sanno (come non lo sapevo io fino a non molto tempo fa) che i baccelli dei piselli (come, ad esempio, anche quelli delle fave) non solo sono commestibili, ma sono anche molto buoni. Io odio sprecare e buttare il cibo; a maggior ragione se quell'alimento ha richiesto un po' (a volte anche un bel po') del tuo tempo e della tua fatica per arrivare in tavola. Così, di fronte a una bella borsa dei piselli del nostro orto, mi sono detta che era un vero peccato avere tutto quello scarto per ottenere alla fine neanche poi così tanti piselli. Mi sono informata e documentata e ho scoperto che molto di ciò che spesso finisce nella spazzatura potrebbe essere utilizzato come ingrediente per realizzare splendidi piatti. Oltretutto in tempi di crisi credo sia importante non sprecare nulla a tutto vantaggio del nostro portafoglio. Il beneficio che si ottiene è però anche per la nostra salute; ho scoperto, infatti, che i baccelli dei piselli sono ricchissimi di minerali, molto utili in questo periodo di gran caldo e sudate. La ricetta che vi propongo per utilizzare questo "scarto" è molto semplice, ma io trovo che i piatti semplici mettano in risalto ancora di più i sapori autentici degli ingredienti, a patto però che siano di ottima qualità; e per questa zuppa lo erano, visto che ho usato le verdure coltivate da noi 100% biologiche, che non sono neanche da paragonare a quelle che si trovano in commercio come gusto e genuinità. Le dosi della zuppa sono indicative perchè non ho pesato i baccelli, ma sono sicura che, a voler replicare la ricetta, il risultato sarà in ogni caso ottimo. Ne viene abbastanza, noi ci abbiamo mangiato in due per tre volte! L'ho servita con della buonissima focaccia al rosmarino che ho fatto io (e di cui metterò la ricetta appena posso) tostata, ma, se preferite, potete sostituirla con dei crostoni di pane o, aggiungendo la pasta invece del pane, otterrete una deliziosa minestra.

Zuppa di baccelli di piselli e zucchine con crostoni di focaccia al rosmarino



Ingredienti:
  • Una piccola borsa di baccelli di piselli
  • Due zucchine
  • Una cipolla
  • Qualche foglia di salvia
  • Qualche foglia di alloro
  • Qualche foglia di basilico
  • Focaccia al rosmarino (o pane)
  • Sale q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
Togliere i piselli (che userete per fare tante altre ricette) dai loro baccelli, eliminare le estremità e il filamento da questi ultimi e metterli in una grossa pentola con gli altri ingredienti ad eccezione del basilico e della focaccia. Far cuocere finchè non si saranno ammorbiditi i baccelli, poi salare, frullare grossolanamente con il frullatore ad immersione e dopodichè passare per bene con il passaverdure per eliminare la parte troppo fibrosa delle bucce. Servire caldo o tiepido con l’aggiunta di basilico spezzettato e focaccia (o pane) tagliata a cubetti e tostata in forno finchè non sarà croccante. Completare con un giro di olio buono.

Lo sapevate che il pisello...
... è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia Fabaceae, originaria dell'area mediterranea e orientale? La pianta è largamente coltivata per i suoi semi, consumata come legume o utilizzata come alimento per il bestiame. Il termine designa anche il seme della pianta, ricco di amidi e proteine (dal 16 al 40%). Il pisello è coltivato dall'era neolitica e ha accompagnato i cereali nelle origini dell'agricoltura nel Vicino Oriente. Nell'Antichità e nel Medio Evo è stato un alimento base in Europa e nel bacino del Mediterraneo. Ai nostri giorni, la sua coltura è praticata nei cinque continenti, particolarmente nelle regioni a clima temperato dell'Eurasia e dell'America del Nord. Il pisello secco è un alimento tradizionalmente importante in alcuni paesi, in particolare nel subcontinente indiano e in Etiopia, ma è relativamente in disuso come farinaceo e come fonte di proteine nella maggior parte dei paesi occidentali, dove è ormai principalmente coltivato per l'alimentazione animale o per l'esportazione. Dopo il XVII secolo, il pisello è divenuto un legume fresco popolare, la cui consumazione durante tutto l'anno è favorita dalle tecniche di conservazione e di surgelazione.
fonte: Wikipedia
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