domenica 26 aprile 2015

Trottole al pesto di rucola: un piatto saporito e veloce!


Anche se guardando fuori dalla finestra oggi sembra settembre, vi lascio la ricetta per preparare un primo fresco e leggero, perfetto per le calde giornate estive (ma comunque ottimo anche quando fa più fresco). Il condimento si prepara in 5 minuti, mentre la pasta cuoce!

Trottole al pesto di rucola



Ingredienti per due persone:
  • 190 g di trottole
  • 35-40 g di rucola
  • Uno spicchio d'aglio
  • 8-9 gherigli di noci
  • 3-4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Sale q.b.  
Far cuocere la pasta in acqua salata. Nel frattempo frullare gli ingredienti per fare il “pesto” (a velocità bassa e a più riprese) fino ad ottenere una crema con cui andrete a condire la pasta aggiungendo un po’ di acqua di cottura. 

Lo sapevate che la rucola...
... o ruchetta (in usi regionali rughetta) o rucola, o anche ruca è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Brassicaceae, la famiglia dei cavoli? La rucola è originaria dell'area del bacino del Mediterraneo e dell'Asia centro-occidentale. Oggi è coltivata anche in altre parti del mondo. Cresce fino agli 800 m s.l.m., in terreni fertili e sabbiosi. Le foglie sono usate a scopo culinario e apprezzate per il loro sapore deciso. È tipico l'uso dell'insalata di rucola come contorno, inoltre si può utilizzare anche per realizzare un pesto (condimento per la pasta). Anche i semi possono essere usati per esempio per sostituire i semi di senape in ambito domestico, o per ricavarne un olio dal gusto gradevole. Viene chiamata rughetta anche la rughetta selvatica, una piantina perenne dal sapore molto simile.
fonte:Wikipedia
sabato 18 aprile 2015

Muffins multicereali light ai cranberries


Ricetta velocissima e facilissima da preparare oggi; in 5 minuti avrete dei soffici e scioglievoli muffins pronti da infornare. Con questa ricetta non avete più scuse e non potete più dire di non avere il tempo di preparare dolci! In più, questi muffins sono pure light e veg, quindi zero sensi di colpa. Se non trovate i cranberries o non vi piacciono, potete sostituirli con gocce di cioccolato, uvetta o altra frutta essiccata a piacere o non aggiungere nulla, sono buonissimi anche semplici.

Muffins multicereali ai mirtilli rossi 


Ingredienti:
  • 300 g farina (io ho usato 50 g di farina d’avena, 50 g di farina di riso, 50 g di farina di orzo, 50 g di farina di mais fioretto, 50 g di farina di farro, 50 g di farina di grano saraceno)
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • Una bacca di vaniglia
  • 80 g di olio extravergine d’oliva
  • 200 g d’acqua
  • 100 g di zucchero integrale di canna
  • Scorza grattugiata di un limone
  • 100 g di mirtilli rossi cranberries, messi a bagno per almeno un quarto d’ora in acqua o liquore a piacere e poi strizzati bene
Preriscaldare il forno a 180°. Classico procedimento super semplice di preparazione dei muffins: mescolare in una ciotola gli ingredienti secchi e in un’altra quelli liquidi, unire i composti e poi i mirtilli e mescolare (non importa se resta qualche grumo). Riempire per 2/3 dei pirottini disposti negli stampini per muffins, infornare e far cuocere per circa 20-25 minuti. Fare la prova con lo stuzzicadenti, se esce asciutto i muffins sono cotti.  

Lo sapevate che il cranberry...
... o ossicocco americano, appartenente alla famiglia delle Ericacee, è una pianta sempreverde di piccola mole di origine americana? Il cranberry viene detto "mirtillo rosso americano", da non confondersi con quello detto semplicemente "mirtillo rosso", pianta producente un frutto analogo, anch'essa delle ericacee, di origine europea ed asiatica. La pianta è originaria del Nord-Est degli Stati Uniti estendendosi a sud fino alla Sud Carolina, e delle contigue regioni del Sud-Est canadese. La pianta è decisamente resistente al freddo, ed ha ambiente ottimale in aree umide e palustri, lungo i ruscelli, dove costituisce spesso estese colonie monospecie. Più del 30% dei frutti utilizzati negli Stati Uniti è coltivato e lavorato in Wisconsin, per produrre alimenti conservati (composte e succhi), data la presenza di un clima e di un ambiente adatti, (è una pianta palustre) fatto che giustifica la presenza di installazioni industriali per la lavorazione. I frutti sono anche industrialmente preparati congelati o essiccati. In ambiente adatto (suolo e idrologia acida, e terreno umido) è possibile la coltivazione a pieno campo; in minor estensione, alle stesse condizioni, può essere coltivato in vaso. Vive in ambiente normalmente soleggiato, ma in ambiente molto soleggiato si giova di una modesta ombreggiatura, tollerando bene la mezz'ombra. Al di fuori dell'ambiente naturale ripariale necessita di irrigazione frequente ed abbondante. La fioritura è in maggio e giugno; i frutti (di colore rosso) raggiungono la piena maturazione nel mese di ottobre - novembre. I frutti e le composte, succhi e gelatine derivate, oltre che a scopo alimentare, sono anche considerate tradizionalmente con attività farmacologiche, disinfettanti e antinfiammatorie, particolarmente note per le infezioni alle basse vie urinarie (cistite). Il frutto ha una forte componente acida che permane dei prodotti derivati, e che contrasta gradevolmente col dolce che pure è contenuto nella polpa dei frutti. Le composte sono preparate schiacciando i frutti o lasciandoli interi almeno in parte, e portandoli a bollitura miscelati con acqua e zucchero, aggiungendo polpa di mela, possibilmente non molto matura, a funzione di incrementare il contenuto di pectina, che è un addensante naturale, utile soprattutto a produrre anche gelatine. È anche utilizzabile in luogo della polpa di mela, per lo stesso scopo, la pectina naturale estratta industrialmente, preparata in prodotto pronto all'uso. Il consumo come alimento è molto radicato negli Stati Uniti ed in Canada, dove è tradizionalmente il cibo nelle ricorrenze festive invernali, come composta acida per la festa del ringraziamento. Analogo uso si ha in Nord Europa per il mirtillo rosso.
fonte: wikipedia
venerdì 10 aprile 2015

Chi l'ha detto che i bignè sono difficili da preparare?


Amati un po' da tutti, forse perchè si prestano a soddisfare i gusti più disparati con i loro infiniti ripieni, i bignè invece di solito spaventano un po' chi non li ha mai preparati e vorrebbe provarci, poichè la pasta choux è ritenuta una preparazione piuttosto difficile. Il mio consiglio è di non farsi scoraggiare e provare la mia ricetta, basta seguire qualche piccolo accorgimento e otterrete dei bignè più buoni di quelli della pasticceria. Farete restare a bocca aperta i vostri commensali quando direte che i bignè non li avete acquistati, ma li avete preparati con le vostre mani! E, per i celiaci, qui la versione gluten free.

Bignè



Ingredienti (per una cinquantina di bignè):
  • 150 g di farina
  • 100 g di burro
  • 250 g di acqua
  • 4 uova
  • Mezzo cucchiaino di sale
Ingredienti per la farcitura:
Per la glassa:

In una pentola mettere l’acqua, il sale ed il burro tagliato a pezzetti. Portare ad ebollizione, poi togliere il tegame dal fuoco e versare tutta la farina setacciata. Mescolare energicamente con un cucchiaio di legno, mettere di nuovo sul fuoco e far cuocere finchè l'impasto si staccherà dalle pareti e risulterà liscio ed omogeneo. Si saprà che è pronto quando si formerà una patina bianca sul fondo della pentola e si udirà una specie di sfrigolio. Far raffreddare l'impasto e poi aggiungere un uovo alla volta avendo l'accortezza di aggiungere il successivo solo dopo che il precedente sia stato ben incorporato. L'impasto sarà pronto quando, facendo scendere un po' di impasto, si formerà una specie di nastro. Dopodichè riempire una sac à poche con l'impasto e formare dei piccoli mucchietti sulla placca del forno (tenete conto che cresceranno parecchio in cottura quindi distanziateli e non fateli molto grossi, o se li volete grossi, ricordatevi di allungare i tempi di cottura). Intanto preriscaldate il forno a 205°. Una volta terminato di fare i mucchietti, con il dito leggermente inumidito appiattire la punta che si sarà formata su ogni bignè. Infornare a 205° per 12 minuti, poi abbassare a 185° per 20 minuti tenendo il forno leggermente socchiuso.
Farcire mettendo la panna/ crema in una sac à poche con bocchetta stretta bucando la parte inferiore di ogni bignè.
Glassare ogni bignè con la glassa di zucchero o semplicemente spolverizzare con zucchero a velo.

 Lo sapevate che il bignè...

... (francesismo da beignet), più correttamente in italiano bignola, è una piccola pasta dolce di forma tondeggiante, talvolta allungata, in questo caso si chiama éclair? Il bignè ripieno è un piccolo dolce composto da un guscio di pasta choux ripieno di creme variamente aromatizzate, diventata famosa dalla Belle époque in poi. Poiché la pasta choux è di gusto neutro, il bignè viene spesso farcito salato, ad esempio con salsa besciamella, crostacei, funghi o fondute di formaggio e servito come stuzzichino per buffet o aperitivi. La dimensione del bignè dolce può variare da un diametro di 10 – 12 cm alle dimensioni di una noce, tipiche della pasticceria minuta in uso specialmente in Piemonte. Il bignè salato è solitamente piccolo, tra i 3 e i 6 cm di diametro. Vi si fa riferimento anche con il nome di choux o bignola. Quest'ultimo termine, però, può trovarsi anche applicato alle ricette tradizionali del bignè fritto.
fonte: Wikipedia
sabato 4 aprile 2015

Polpettone veg alla zucca e tempeh


Per chi volesse trascorrere una Pasqua cruelty free ecco la ricetta di un polpettone a base di verdura (io l'ho fatto qualche mese fa e ho usato la zucca, ma potete usare gli ortaggi che preferite) e tempeh (chi non sapesse cos'è può guardare in fondo al post). Devo dire che il mio rapporto con il tempeh all'inizio non è stato idilliaco; la prima volta che l'ho assaggiato (neanche troppo tempo fa) non mi è piaciuto per nulla, tanto che non volevo più comprarlo. Tempo dopo però, dopo aver visto una ricetta che mi ispirava parecchio, ho deciso di acquistarlo di nuovo e provarlo in questa nuova variante e cambiando marinatura; in questo caso il gusto del tempeh non l'ho trovato così orribile come la prima volta (almeno io, visto che al moroso non era dispiaciuto neanche prima), ma in ogni caso non è che facessi follie per questo alimento. Fino a quando ho letto da qualche parte su internet che basta farlo bollire qualche minuto in acqua o acqua acidulata (con limone o aceto) per rendere il suo sapore neutro; allora mi sono detta che gli avrei dato un'ultima possibilità, ho provato la tecnica della bollitura e il risultato mi ha stupita visto che così il tempeh ha un gusto molto delicato ed è ottimo in ogni ricetta.  E la ricetta di oggi non fa eccezione!!
Vi lascio alla ricetta, non prima di aver fatto a tutti voi tanti auguri di una serena Pasquai!!!

Polpettone veg alla zucca e tempeh


Ingredienti:
  • 550 g di zucca cruda e senza buccia
  • 4 patate medie
  • 100 g di pane ammollato in acqua e strizzato bene
  • 250 g di tempeh
  • Pangrattato q.b
  • Un pezzetto di porro
  • Uno spicchio d’aglio
  • Un cucchiaino d'olio extravergine d’oliva
  • Sale q.b.
Contorno:
  • Spinaci cotti al vapore e ripassati in padella con olio e aglio

Cuocere a vapore zucca, porro e patate. Far bollire qualche minuto in acqua il tempeh tagliato a tocchetti.  Una volta che la verdura sarà cotta, mettere tutti gli ingredienti nel mixer e frullare fino ad ottenere un composto lavorabile (se dovesse risultare troppo morbido e appiccicoso, aggiungere del pangrattato). Prendere un foglio di carta forno e rovesciarvi sopra il composto, dargli la forma di un polpettone con le mani, avvolgergli intorno la carta forno a cilindro e poi chiudere le estremità con lo spago a formare una grossa caramella. Far cuocere in forno a 180° per 30-40 minuti circa. Aspettare che il polpettone intiepidisca per tagliarlo a fette.

Lo sapevate che il tempeh...

... o tempè è un alimento fermentato ricavato dai semi di soia gialla, molto popolare in Indonesia e in altre nazioni del sud-est asiatico? È noto anche come "carne di soia". Il tempè è simile al tofu, ma ne differisce nelle caratteristiche nutrizionali, nella qualità alimentare, e nel processo di lavorazione. Il processo di fermentazione conserva tutte le qualità nutrizionali dei semi di soia, un alto contenuto di fibre alimentari e vitamine, una composizione solida e un sapore robusto e vigoroso. Sia il tempè sia il tofu sono alimenti molto più digeribili dei semi di soia. Il tempè va conservato in acqua salata e viene spesso preparato tagliato a fette, cucinato con salse piccanti, al vapore o fritto. Lo si può consumare da solo, o con del chili, stufato o nelle minestre. Viene inoltre usato per accompagnare pasta o riso, come ingrediente di sughi o per farcire panini. Ha un sapore complesso ed intenso: una combinazione di noci, e funghi, ma alcune ricette esaltano alcune somiglianze con la carne. Il tempè si congela facilmente ed è disponibile in molti paesi occidentali, soprattutto nei supermercati etnici e nei negozi dietetici. Con la soia è inoltre possibile produrre altri tipi di alimenti fermentati: miso, douchi e natto. Per quanto riguarda le capacità nutrizionali, le proteine della soia divengono più digeribili se sottoposte ad un processo di fermentazione.
In particolare, gli oligosaccaridi associati alla formazione di gas intestinali e alle indigestioni vengono drasticamente ridotti grazie al contributo delle colture di Rhizopus. Nei tempè tradizionali, che si acquistano nei negozi, lo starter, coltura batterica che attiva il processo di fermentazione, contiene altri batteri (non patogeni), che producono vitamine, per esempio la B12. Tuttavia, in Europa come negli Stati Uniti, il tempè non può essere considerato una fonte affidabile di Vitamina B12. Il tempè è una buona fonte di fibre, proteine ed acidi grassi polinsaturi. Anche se il paragone è inopportuno, a causa della profonda diversità tra le due categorie, il tempé si può considerare un possibile sostituto della carne di vitello, che però non contiene fibre ed ha meno grassi polinsaturi, meno ferro, magnesio e calcio. Il tempé, inoltre, possiede una percentuale simile di proteine (21 g circa).
fonte: Wikipedia
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