venerdì 31 agosto 2012

Buon Appetito!!!

 

Tempo di conserve… mi piace l'idea di preparare tanti barattoli pieni di prelibatezze con frutta fresca o verdura dell'orto da gustare poi al calduccio durante il freddo inverno ripensando magari con un po' di nostalgia all’estate... Un'idea per un ottimo antipasto o uno sfiziosisssimo contorno per accompagnare divinamente un secondo piatto è il "Bon Aptit", ricetta tipica piemontese che nella mia famiglia si fa da chissà quanto, tramandata di generazione in generazione…mia nonna lo serve con l'aggiunta di tonno e al mio fidanzato piace tanto così, mia mamma invece gli aggiunge l'uovo sodo (pesantuccio però) ma è anche ottimo con qualche oliva... la preparazione richiede un po' di tempo ma poi, quando si apre il vasetto, la fatica viene decisamente ricompensata!!!

"Bon Aptit" (Antipasto piemontese)


Ingredienti per 4 barattoli da 500 g:
  • 2,5 kg di pomodori maturi
  • 300 g di carote
  • 300 g di fagiolini
  • 300 g di cavolfiore
  • 300 g di peperoni
  • 300 g di sedano
  • 300 g di cipolline
  • Un bicchiere e mezzo di olio extravergine d'oliva
  • 2 bicchieri d'aceto
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiai di sale

Tagliare a pezzetti le verdure. Cuocere i pomodori e passarli al pasaverdure. Mettere la salsa ottenuta in una grossa pentola e, quando inizia a bollire, aggiungere le carote, far cuocere e, dopo 5 minuti, unire il sedano; dopo 10 minuti, i fagiolini, dopo un quarto d'ora, le cipolline e il cavolfiore e, dopo altri 10 minuti, i peperoni, il sale, lo zucchero, l'olio e l'aceto. Mescolare bene e far cuocere per altri 10 minuti/un quarto d'ora. Versare nei vasi ancora calda, chiudere i barattoli e farli bollire in una pentola coperti completamente d'acqua per mezz'ora. 

Con questa ricetta partecipo al contest "La famiglia in cucina"

Lo sapevate che il Cavolfiore...
…  è un ortaggio appartenente alla famiglia delle Crucifere? Il nome deriva dal latino "caulis" (cioè cavolo) e "floris" (cioè fiore). Si suppone che il cavolfiore sia originario dell’Asia Minore. Era consumato già al tempo dei Romani ma non si sa con certezza chi abbia introdotto il cavolfiore in Italia: c’è chi sostiene che sia stato importato dai veneziani che, acquistato il cavolfiore nell’isola di Cipro, una volta rientrati a Venezia cominciano a piantarlo. Successivamente, il cavolfiore, venne diffuso al Nord e al Centro del continente. In epoca moderna un grande impulso alla diffusione di questo ortaggio si ebbe dalla corte di Francia, ai tempi di Luigi XI. 
Il cavolfiore è molto ricco di sostanze benefiche per la salute: contiene, infatti, sali minerali, vitamine, antiossidanti, beta carotene, acido folico ed aminoacidi, principi attivi antinfiammatori ed antibatterici oltre che depurativi e rimineralizzanti. Mangiato crudo, è una fonte di vitamina C e B6, acido folico e potassio; cotto, è ricco di vitamina C e B6, potassio, acido folico e rame. Tra tutti i componenti della famiglia dei cavoli, il cavolfiore, per la presenza di acido citrico e acido malico, è il più digeribile. L’acqua usata per la cottura del cavolfiore, essendo ricca di zolfo, può essere usata per curare eczemi e infiammazioni varie. Inoltre il cavolfiore stimola il funzionamento della tiroide, regola il battito cardiaco, la pressione arteriosa e il ph del sangue. E' indicato in casi di diabete e il suo succo aiuta in caso di coliti ulcerose e sembrerebbe utile usato per risciacqui contro l’afonia e la sordità.

venerdì 24 agosto 2012

Un tripudio di colori


Siamo rientrati lunedì da un bellissimo weekend in Toscana.... Amo la Toscana.... i suoi meravigliosi paesaggi, le bellezze artistiche e storiche, i sapori, e poi amo le persone, il loro fantastico accento, la loro simpatia e spontaneità... 




Un paio di giorni immersi nella tranquillità della meravigliosa campagna toscana.... Siamo stati innanzitutto a San Gimignano, splendido borgo che, grazie al suo bellissimo centro storico medievale, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.... San Gimignano sorge su un sito abitato dagli etruschi almeno dal III secolo a.C. su un colle scelto per questioni strategiche, essendo dominante sull'alta Val d'Elsa.... Il borgo è quasi interamente racchiuso nelle mura del XIII secolo ed è soprattutto famoso per le torri medievali che ancora caratterizzano e rendono unico il suo profilo... Per questa sua peculiarità, gli si è attribuito addirittura il nome di Manhattan del Medioevo e, in effetti, da lontano sembra di vedere alti grattacieli che dominano la città... Nel Trecento si arrivò a contare 72 torri mentre oggi ne rimangono 14, di cui la più alta, con i suoi 54 metri, è la Torre del Podestà (detta anche Torre Grossa)... molto bella piazza della Cisterna, il centro del borgo, di forma triangolare e un tempo destinata al mercato e a palcoscenico per feste e tornei....prende il nome dalla cisterna del 1237 che forniva l'acqua alla popolazione che se ne serviva frequentemente, tanto che le catene e le funi che trascinavano le brocche sul bordo hanno formato dei solchi..... e poi piazza del Duomo, fulcro della vita religiosa e politica del borgo medievale e altrettanto bella....qui, in cima a un’alta gradinata spicca la Collegiata di S. Maria Assunta del XII secolo...di fronte si può ammirare il Palazzo del vecchio podestà sovrastato dalla Torre Rognosa alta quasi 52 metri (il cui nome deriva dal fatto che, dopo il trasferimento del podestà, fece da carcere e, appunto per questo, era visitata da chi aveva "rogne") accanto alla Torre Chigi.... Sul lato sud, invece, si trova il palazzo nuovo del Podestà (attualmente sede del museo civico), con la loggia del Comune, affiancato dalla Torre Grossa.... Un borgo in cui si può respirare davvero tutto il fascino del Medioevo!!!

San Gimignano -  Centro storico

Davvero molto graziosa anche Volterra, città celebre per l'estrazione e la lavorazione dell'alabastro (nei tanti negozi sparsi per la città si possono trovare tantissimi  oggetti che sprigionano tutto il fascino e la raffinatezza di questa roccia)...conserva un notevole centro storico di origine etrusca, con rovine romane ed edifici medievali come la Cattedrale ed il Palazzo dei Priori (del '200, simbolo e sede del potere comunale) sull'omonima piazza, il centro nevralgico dell'abitato.... Di ogni periodo è possibile trovare tracce e testimonanianze: del periodo etrusco rimangono la cinta muraria (costruita con ciclopici blocchi di pietra locale, fu modificata in epoca medievale), l’imponente Porta all’Arco e i numerosi reperti archeologici conservati nel Museo Etrusco Guarnacci, che ospita la raccolta più estesa di reperti etruschi d'Italia, tra cui la famosa "Ombra della Sera", alta 57,5 cm e che rappresenta una figura maschile con una caratteristica forma allungata del corpo ma con proporzioni esatte.... Si dice che sia stato il poeta Gabriele D'Annunzio a darle il nome "Ombra della sera", poiché nel guardarla gli venivano in mente le lunghe ombre del tramonto.... Ma risale al Medioevo la struttura della città che possiamo notare, oltre che nella cinta muraria, anche nel tracciato urbano, con le sue strette viuzze, i suoi palazzi, le case-torri, le chiese..... imponente è la Fortezza Medicea, costruita sul più alto ripiano del monte volterrano e edificata ad uso militare, fu, fin dall'inizio, utilizzata come carcere politico: nelle sue celle passarono sia gli oppositori dei Medici, sia i patrioti del nostro Risorgimento.... oggi ospita reclusi a vita e a tempo, con una sezione di carcere giudiziario.... e poi il Duomo di Volterra, in stile romanico, innalzato a più riprese tra il XII ed il XIII secolo... il teatro romano, che venne riportato in luce negli anni cinquanta da scavi archeologici condotti nella località di Vallebuona.... risalente alla fine del I secolo a.C., il teatro era parzialmente scavato nel pendio naturale di un'elevazione, in analogia con i teatri greci.... Una città affascinante e circondata da un paesaggio davvero caratteristico grazie anche alle cosiddette Balze, crepacci e voragini che hanno avuto origine per effetto dell'erosione che ha anche trascinato con sè necropoli etrusche, edifici, chiese e monasteri... Un panorama particolarmente suggestivo!!!!


Volterra

Stavo notando che ultimamente più che un blog di ricette questo sembra essere un blog di resoconti di viaggio, ma, visto che la mia passione per i viaggi è paragonabile a quella per la cucina, mi è impossibile non raccontare un po' dei posti che visitiamo e che ci sono piaciuti... Comunque lascio anche una bella ricetta per una pasta buonissima, ricca di colori e anche di salute grazie a tutte le buone verdure con cui è fatta.... e se poi le verdure arrivano direttamente dall'orto della nonna che con amore e dedizione se ne prende cura per la sua famiglia, questo piatto diventa ancora più speciale!!!!

Trombette 6 colori alle verdure



Ingredienti per 2 persone:
  • 135 g di trombette 6 colori (la pasta colorata è quella fatta con spinaci, pomodoro, barbabietola etc. e si trova facilmente nei supermercati più forniti)
  • Uno spicchio d’aglio
  • Mezza cipolla
  • 3 carote
  • 2 zucchine medie
  • Mezza melanzana
  • Mezzo peperone
  • Qualche fogliolina di salvia
  • Pecorino Toscano DOP grattugiato q.b.
  • Sale q.b.
  • Olio Extravergine d’oliva q.b.

In una padella rosolare l’aglio spremuto e la cipolla tritata con un filo d’olio evo. Tagliare  a pezzetti tutte le verdure e mettere nella padella prima le carote, poi la melanzana e il peperone e, infine, le zucchine. Salare e far rosolare per bene per qualche minuto, aggiungere la salvia, portare a cottura aggiungendo qualora necessario un po' d'acqua. Intanto far cuocere la pasta in acqua salata e, una volta cotta, farla saltare nella padella col sugo. Impiattare e completare col Pecorino.

Lo sapevate che il Pecorino Toscano DOP…
…  è un formaggio italiano a Denominazione di Origine Protetta prodotto con latte di pecora? Il pecorino, in Toscana e più a sud, non viene chiamato formaggio ma comunemente cacio. I primi cenni storici sul Pecorino Toscano si hanno all’epoca dei Romani, in particolare nel documento Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, in cui viene descritta per la prima volta la produzione del cacio della zona di Luni, odierna Lunigiana. Tuttavia, si ritiene che l’allevamento di ovini in Toscana sia ben antecedente, facendolo risalire al periodo degli Etruschi. Conosciuto nel 1400 con il nome di “cacio marzolino” per via del periodo di produzione (da Marzo e per tutta la primavera), il Pecorino Toscano a metà del XIX secolo era già un prodotto che veniva realizzato secondo specifiche modalità produttive. Fonti storiche attestano che fosse un alimento molto gradito e apprezzato da personaggi illustri come Lorenzo il Magnifico.  Sia per il contenuto di proteine nobili, sia per la ricchezza di vitamine A, B1, B12 e PP, è considerato un alimento completo.
lunedì 13 agosto 2012

Mousse al Caffè per addolcire il rientro



.: The coffee song – Frank Sinatra :.

Eccoci di nuovo in città dopo due piacevoli settimane trascorse a Jesolo....Solo spiaggia, sole, mare... dolce far niente, insomma, l'esatto opposto della vacanza in Provenza di un paio di mesi fa....


Sdraiati sotto il sole, abbiamo anche visto di nuovo l'esibizione delle Frecce Tricolori che avevamo già potuto ammirare a Lignano Sabbiadoro qualche anno fa... emozionante il momento con la voce di Pavarotti in sottofondo e il tricolore nel cielo che si specchia nel mare.... davvero d'effetto.... uno spettacolo bellissimo ogni volta!!! 

E poi non ci siamo persi neanche quest'anno il Festival delle sculture di sabbia.... delle vere meraviglie, ogni anno realizzate intorno a un tema diverso.....Quest'anno il tema era Venezia.... L'ideale per impegnare una delle mattinate di cielo grigio di queste due settimane.....


E, visto che il Veneto ha così tanti bei posti da vedere, ricchi di fascino e storia, non potevamo non dedicare qualche giorno a scoprirli!!!! Una giornata l'abbiamo trascorsa visitando Padova, con l'enorme Prato della Valle, che con i suoi 88620 mq è una delle piazze più grandi d'Italia e d'Europa... la Basilica di Sant'Antonio, che custodisce le  reliquie del Santo (tra cui la lingua che trentadue anni dopo la sua morte, durante la traslazione delle sue spoglie, fu trovata intatta e "rosea come fosse viva")... basilica davvero molto bella e la cui visita mi ha commossa ed emozionata particolarmente.... e, ancora, la Cappella degli Scrovegni, fatta costruire da Enrico Scrovegni (un ricchissimo banchiere padovano) e fatta affrescare tra il 1303 e il 1305 da Giotto....  


Giotto in questa cappella ripercorre le vicende dei genitori di Maria (Gioacchino e Anna) e quelle della Vergine e di Gesù e in controfacciata raffigura il Giudizio Universale narrato nell’Apocalisse.... Inoltre, realizza quattordici allegorie a monocromo dei Vizi e delle Virtù nell’alto zoccolo perimetrale...
La cappella venne dedicata a Santa Maria della Carità e si ritiene che Enrico la fece erigere per riscattare l'anima del padre Reginaldo (noto usuraio che Dante collocò nell'Inferno per questo motivo) e la sua.... Si può notare questo nella scena che rappresenta la dedica della Cappella alla Vergine (la rappresentazione di Enrico che offre alla Madonna, affiancata da san Giovanni e da santa Caterina d'Alessandria, una riproduzione dell'edificio), gesto compiuto per restituire simbolicamente quanto era stato guadagnato mediante l'usura e poter accedere così al Paradiso....
Inoltre, Enrico veste di viola (che rappresenta il colore della penitenza) e si fa collocare nella parte relativa al Paradiso.... 
In realtà, fin dall'inizio, Enrico doveva avere un'altra intenzione, cioè usare il nuovo edificio come cappella funeraria...
Poi, una breve sosta al Caffè Pedrocchi (anche perchè nel frattempo si era messo a piovigginare), caffè storico inaugurato nel 1831 e passato alla storia come il "caffè senza porte" (poichè fino al 1916 era aperto 24 ore su 24 ).... Per oltre un secolo è stato punto d'incontro di intellettuali, studenti e uomini politici.... L'importanza storica del locale è anche dovuta dal fatto che al suo interno l'8 febbraio 1848, dopo che fu ferito uno studente universitario, iniziarono alcuni dei moti del Risorgimento italiano.... Se dovete ancora laurearvi, però, fate attenzione perchè tra gli studenti padovani esiste una superstizione per cui non si deve entrare al Caffè Pedrocchi prima di essersi laureati, altrimenti si rischia di non portare a termine gli studi!!! Ci sono tre sale principali al piano terra il cui nome deriva dal colore delle tappezzerie realizzate dopo l'Unità d'Italia nel 1866: la Sala Bianca (che in una parete conserva il foro del proiettile sparato nel 1848 dai soldati austro-ungarici contro gli studenti in rivolta contro la dominazione asburgica), la Sala Rossa e la Sala Verde (destinata a chi voleva leggere i quotidiani senza consumare e a questa consuetudine si fa risalire il modo di dire "essere al verde").....
Padova ospita poi la seconda più antica Università d'Italia... fondata nel 1222, è stata la prima al mondo ad accettare studenti ebrei e pensate che in queste aule nel 1678 Lucrezia Cornaro Piscopia fu la prima donna a laurearsi al mondo..... Nella sede di Palazzo del Bo poi si può ammirare il primo teatro anatomico del mondo.... Qui era docente Galileo e Gabriele Falloppio studiò le tube che hanno preso il suo nome... E', inoltre, stata l'unica università ad essere premiata con la medaglia d'oro per i meriti dei suoi studenti durante la Resistenza...
Infine, Palazzo della Ragione, chiamato dai padovani "il Salone" per via dell'enorme sala al primo piano....è stato usato come sede dei tribunali cittadini (e da qui deriva il nome 'Ragione' intesa come 'giustizia') fino al 1797, quando cadde la Repubblica di Venezia....
Nel Salone è conservata la pietra del Vituperio, su cui i debitori insolventi erano obbligati a battere per tre volte le natiche dopo essersi spogliati (la pratica è all'origine dell'espressione "restar in braghe de tea").... Il piano terra ospita da quasi 800 anni il mercato coperto di Padova.... Davvero una magnifica città ricca di arte e cultura!!! 


Padova - Prato della Valle, Caffè Pedrocchi, Basilica di Sant'Antonio e Palazzo della Ragione

E che dire di Vicenza?? Città inserita dal 1994 nella Lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco e conosciuta come la città di Andrea Palladio (celebre architetto nativo di Vicenza) che la arricchì con i suoi numerosi contributi architettonici qui realizzati nel tardo Rinascimento... alcuni di questi si possono ammirare in Piazza dei Signori, la piazza principale del centro storico (che si chiama così perchè da sempre la piazza è stata il fulcro del governo cittadino, prima come foro romano della città, poi, in epoca medievale e rinascimentale, con la presenza della Basilica Palladiana, dove veniva amministrata la giustizia e della Loggia del Capitanio, sede del rappresentante della Repubblica di Venezia in città)...Peccato che quando siamo andati noi ci fosse il mercato e non abbiamo potuto apprezzarne appieno la bellezza d'insieme....In questa piazza possiamo ammirare la Basilica Palladiana, conosciuta anche come Palazzo della Ragione, una costruzione medievale che fu completamente ridisegnata nel XVI secolo da Andrea Palladio, che qui introdusse la cosiddetta serliana, cioè una finestra caratterizzata dalla presenza di colonne che ne accentuano la luminosità e la grandiosità...
Di fronte alla Basilica Palladiana si trova la Loggia del Capitanio (dal nome del rappresentante della Repubblica di Venezia in città che qui risiedeva), altro notevole palazzo di Andrea Palladio, sede del consiglio comunale cittadino costruito tra il 1571 e il 1572... Altro progetto del Palladio è il Teatro Olimpico progettato per l’Accademia Olimpica.... Iniziato dall’architetto vicentino nel 1580, venne terminato dopo la morte di quest'ultimo dal suo allievo Scamozzi, che disegnò le scene lignee di grande effetto per il loro illusionismo prospettico.... particolarmente somigliante ai teatri dell’antica Grecia, è considerato il primo esempio di teatro stabile coperto dell’epoca moderna.... 
 Vicenza - la Cattedrale, Piazza dei Signori, Teatro Olimpico,i Giardini Salvi
 
Infine, una giornata in cui il sole sembrava proprio non volersi far vedere, l'abbiamo trascorsa passeggiando per Treviso e la sua splendida Piazza dei Signori, la più importante della città, sede del Palazzo della Prefettura, del Palazzo dei Trecento e del Cal Maggiore.... Il nome della Piazza deriva dalla presenza dei palazzi dell'antica Signoria, anche se, in origine, si chiamava Piazza Maggiore o della Berlina (poichè qui veniva praticata la punizione della pubblica umiliazione detta "berlina")....Su piazza dei Signori si affaccia il Palazzo dei Trecento... costruito nel XIII secolo e originariamente chiamato “Palazzo della Ragione” poichè qui si svolgevano le principali attività giudiziarie e amministrative, tra cui le riunioni del Maggior Consiglio, formato da 300 cittadini.... Oggi Palazzo dei Trecento è sede del consiglio comunale.... 
Non lontano da piazza dei Signori si trova la Loggia dei Cavalieri.... costruita nel XIII secolo come luogo di convegni, conversazione e giochi per la nobiltà (i Cavalieri appunto), già alla fine del Quattrocento, otturate le ampie arcate e chiusa da portoni, divenne magazzino e andò progressivamente in abbandono..... 
Nel complesso, molto graziosa anche Treviso!!!!

Treviso - Piazza dei Signori, Duomo, Loggia dei Cavalieri

E, dopo la mia dissertazione stile guida turistica, la ricetta per un fine pasto (ma anche una fantastica merenda) fresco, velocissimo, da fare senza accendere forno o fornelli e quindi perfetto con queste temperature torride..... io ho usato questa mousse in tutti i modi, come farcitura per torte, con i biscotti ma devo dire che è anche fantastica mangiata a cucchiaiate così com'è.... Ah, se pensate di usarla per farcire un dolce, fatene in quantità industriali perchè vi assicuro che buona parte sparirà durante la preparazione (almeno se siete golosi come me) e così non rischierete di non avanzarne più per la torta!!!!

Mousse al Caffè


Ingredienti:
  • 250 g di mascarpone
  • 200 g di panna
  • 125 g di zucchero a velo
  • Vaniglia
  • 2/2,5 cucchiai di caffè solubile
Montare la panna. Lavorare bene con le fruste il mascarpone con lo zucchero a velo, la vaniglia e il caffè. Infine, incorporare delicatamente la panna al mascarpone facendo attenzione a non farla smontare e con una sac à poche riempire delle tazzine, dei bicchierini o delle coppette.



Con questa ricetta partecipo al contest "Come lo vuoi il caffè?"


e al contest "Dolci al cucchiaio"


e al contest "Quello che mi viene super bene"


e al contest "Dolci al cucchiaio"

fissler
e alla rubrica "Easy summer"



Lo sapevate che il Caffè …
… è una bevanda ottenuta dalla macinazione dei semi di alcune specie di piccoli alberi tropicali appartenenti al genere Coffea? La parola araba "qahwa", in origine, identificava una bevanda ottenuta dal succo estratto da alcuni semi e che diventava un liquido rosso scuro che, bevuto, provocava effetti eccitanti e stimolanti, tanto da essere utilizzato anche come medicinale. Oggi questa parola indica in arabo proprio il caffè. Dal termine "qahwa" si passò alla parola turca "kahve", che in italiano è diventato "caffè". Questa derivazione è contestata da quanti sostengono che il termine caffè derivi dal nome della regione in cui questa pianta era maggiormente diffusa allo stato spontaneo, Caffa, nell'Etiopia sud-occidentale. Fino al XIX secolo non era certo quale fosse il luogo di origine della pianta del caffè e, oltre all'Etiopia, si ipotizzava la Persia e lo Yemen. Esistono molte leggende sull'origine del caffè. La più conosciuta narra di un pastore etiope chiamato Kaldi le cui capre un giorno, incontrando una pianta di caffè, cominciarono a mangiare le bacche e a masticare le foglie. Arrivata la notte le capre anziché dormire si misero a vagabondare con grande vivacità. Notando questo e suppondendo che fosse dovuto al caffè, il pastore abbrustolì i semi della pianta mangiati dal suo gregge, le macinò e ne fece un'infusione, ottenendo così il caffè. Un'altra leggenda ha come protagonista il profeta Maometto il quale, sentendosi male, ebbe un giorno la visione dell'Arcangelo Gabriele che gli offriva una pozione nera (come la Sacra Pietra della Mecca) creata da Allah, che gli permise di riprendersi e tornare in forze.
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