venerdì 31 gennaio 2014

Tagliatelle al cavolo nero e pomodori secchi


Un primo piatto che è stato una sorpresa. Leggero e salutare, ma, nello stesso tempo, gustoso. Merito anche di meravigliosi pomodori essiccati al sole, una delizia! E della bontà del cavolo nero dell'orto della nonna!!! Io lo adoro!!! E, oltretutto, come tutti i cavoli, è una manna per la salute!! Con ingredienti così, come poteva non venire un piatto ottimo??!!

Tagliatelle al cavolo nero e pomodori secchi



Ingredienti x 2 persone:
  • 160 g di tagliatelle integrali di farro
  • Una dozzina di belle foglie di cavolo nero
  • 50 g di pomodori essiccati al sole
  • 2 spicchi d’aglio
  • Un rametto di rosmarino
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.

In una padella rosolare l’aglio schiacciato, i pomodori secchi tritati grossolanamente e il rosmarino tritato finemente con un filo d’olio evo. Tagliare a striscette il cavolo nero, togliendo la costa centrale e farlo rosolare in padella. Far insaporire e aggiungere mezzo mestolo d'acqua. Intanto mettere a cuocere la pasta in acqua salata. Quando la pasta sarà cotta, farla saltare nella padella col condimento che avrete regolato di sale.

Lo sapevate che il cavolo nero...

... è una varietà di cavoli caratterizzata da foglie di colore verde scuro lanceolate e divise, dalla superficie bollosa? In cucina si usano le foglie private dello stelo per fare il minestrone, particolarmente gustose e croccanti se sono state colpite da una gelata durante l'inverno. Viene usato soprattutto nella cucina toscana per fare la tipica zuppa detta ribollita. Inoltre, è ricchissimo di proprietà benefiche per la salute. E' un ottimo antinfiammatorio, aiuta i processi digestivi, è molto ricco di antiossidanti, quindi ottimo per prevenite i tumori, possiede molti sali minerali e vitamine, soprattutto la C. L'antica medicina da sempre ha utilizzato il cavolo (soprattutto quello nero) per curare infiammazioni osteoarticolari, distorsioni e tumefazioni mettendo qualche foglia pestata sulla parte da trattare e fissandola con una benda. Alle foglie, poteva anche essere aggiunta della crusca che, grazie alle sue proprietà “assorbenti” rende più rapida la guarigione dell'infiammazione. Infine, il cavolo aiuta nella cura delle coliti ulcerose, dell’ulcera gastrica e dell'influenza. In particolare un ottimo modo di utilizzo è sotto forma di centrifugato. 
fonte:il Web
mercoledì 22 gennaio 2014

Trasformiamo i datteri in tartufi!!!

 
I tartufi sono una di quelle cose che ti possono salvare quando hai ospiti e magari non hai molto tempo per fare un dolce da offrire. Sono facilissimi da preparare anche per chi è alle prime armi e non richiedono chissà quale abilità o impegno (durante i tempi di raffreddamento ci si può dedicare ad altro). Però il risultato è assicurato! Io oggi vi propongo una ricetta che non ha niente a che vedere con quella classsica che prevede panna e cioccolato, ma è un'altra ricetta vegan che oltretutto potrebbe aiutarvi a smaltire un po' di frutta essiccata che magari avete ancora lì dalle feste natalizie (io ho usato i datteri, ma credo vengano bene anche con i fichi secchi, ad esempio). Sono così morbidi, profumati e golosi! Da mangiare con moderazione, però, da chi deve stare attento agli zuccheri!
 
Tartufi vegan al cioccolato e arancia


Ingredienti:
  • 175 g di datteri freschi denocciolati (se usate quelli secchi e dovessero essere troppo secchi, metteteli una mezz'oretta a bagno in acqua o liquore a piacere)
  • 200 g di cioccolato fondente  (al 70% minimo di cacao)
  • 1 cucchiaio di malto o sciroppo concentrato di mele o succo d’agave (o, per i non vegani, miele)
  • 11-12 cucchiai di acqua (o succo d’arancia o 9 cucchiai d'acqua + un paio di cucchiai di liquore)
  • Scorza grattugiata di un’arancia
  • Cacao q.b.
Tritare grossolanamente il cioccolato in pezzi e far sciogliere a bagnomaria. Far raffreddare. Metterlo poi nella ciotola del mixer con il malto, i datteri tritati, la scorza d'arancia e l'acqua (vi consiglio di aggiungerne una parte, poi iniziare a frullare e, se necessario, aggiungerne altra). Frullare bene il tutto finchè si otterrà un composto omogeneo e morbido ma non troppo appiccicoso. Porre in frigo a rassodare una mezz'oretta e poi procedere con la formazione delle palline che andranno poi rotolate nel cacao (in alternativa, potere rotolarle anche nella frutta secca tritata, nel cocco rapè o nelle codette). Tenere in frigo almeno un'oretta prima di servire.

Lo sapevate che il dattero...
... è il frutto della palma da datteri tipica dell'Africa mediterranea, Israele e di paesi dell'Asia occidentale e originaria della zona mediorientale del delta dei fiumi Eufrate e Tigri? La palma da dattero comincia a fruttificare a partire dal terzo anno d'età e può vivere oltre i trecento anni, arrivando a produrre, nelle annate migliori, fino a cinquanta chili di datteri. La raccolta dei datteri avviene nel periodo compreso tra agosto e settembre e il frutto si consuma sia fresco che essiccato. Dal dattero si ricava un particolare tipo di miele ed alcolici derivati dalla sua fermentazione, come ad esempio l'arrak. Le calorie fornite da 100 grammi di datteri secchi sono 282, mentre per i datteri freschi 142 calorie per 100 grammi. I datteri secchi sono molto più calorici rispetto ai freschi poichè vengono ricoperti con zucchero. I datteri secchi sono composti per il 20% da acqua, per il 63% da zuccheri, l'8% da fibre alimentari, proteine, ceneri ed una piccolissima percentuale di grassi. Sono ricchi di potassio (ne contengono persino più delle banane) e vitamine come la vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e le vitamine K e J. I datteri freschi, inoltre, sono energizzanti e utili per reintegrare i sali minerali. Secondo la tradizione, la bevanda ottenuta facendo bollire un etto di datteri in mezzo litro d'acqua per alcuni minuti e dolcificando poi con miele ha ottime proprietà antinfiammatorie soprattutto a livello delle vie respiratorie. Oppure mangiare qualche dattero al giorno in caso di raffreddamento, aiuta a rinforzare il sistema immunitario e a guarire più in fretta.
fonte: il Web

mercoledì 15 gennaio 2014

Ricicliamo il pandoro!!!

~ Dove sei - Neffa ~

A casa dei miei genitori il dolce natalizio per eccellenza è sempre stato il panettone, di pandori neanche l'ombra; negli anni credo di averne visti scartare giusto uno o due regalati da chissà chi. Tutti in famiglia preferivano il panettone, io, invece, non facevo pazzie nè per l'uno nè per l'altro. Il panettone da piccola non lo amavo molto per via dell'uvetta che proprio non mi piaceva. In compenso adoravo i canditi e ricordo ancora mamma e papà o i miei nonni che scavavano nelle loro fette di panettone per raccogliere i canditi e ammucchiarmeli davanti. Io in cambio davo loro l'uvetta. Col tempo però ho imparato ad apprezzare questo dolce (e anche l'uvetta). O almeno fino all'anno scorso, anno in cui sono passata alla fazione pro-pandoro. Ma è stato un amore breve visto che quest'anno il pandoro già non mi entusiasma più. Per Natale però me ne hanno regalato uno e di mangiarlo così nè a me nè al mio fidanzato andava, così l'ho riciclato per fare dei deliziosi bicchierini con una splendida crema di cioccolato e pesche sciroppate. Una crema non troppo ricca visto che non è fatta con latte o uova, ma solamente con succo d'arancia e acqua, e tanto cioccolato. Io ho usato del cioccolato al latte (anche questo trovato in un pacco natalizio) che qui a casa troviamo troppo stucchevole e non riusciamo a mangiare. E pensare che un tempo mi piaceva solo il cioccolato super dolce! Ora invece il mio palato si è abituato a sapori non troppo zuccherini e spesso mi chiedo come facessi un tempo a mangiare certi dolci. Comunque, anche se non ho aggiunto altro zucchero alla crema e per me fosse ancora un pochino dolce, devo dire che è venuta lo stesso molto buona (devo assolutamente provare a rifarla con il cioccolato fondente, deve venire una cosa golosissima) e il pandoro camuffato così l'abbiamo mangiato decisamente più volentieri. Missione riciclo compiuta!

Bicchieri di pandoro al cioccolato e pesche


 Ingredienti per la crema:
  • 125 g di succo d’arancia
  • 275 g d’acqua
  • 50 g di fecola di patate
  • 200 g di cioccolato (io ho usato del cioccolato al latte, quindi non ho aggiunto altro zucchero, se usate cioccolato fondente aggiungete anche poco zucchero)
  • Vaniglia
  • Scorza grattugiata di una bella arancia
 Per completare:
  • Pandoro (o panettone o pan di spagna o altra torta a piacere) q.b. (ci saranno stati sui 200 g circa di pandoro, forse poco più)
  • Un barattolo di pesche sciroppate
  • Succo d'arancia q.b.
Tritare grossolanamente il cioccolato. Far sciogliere la fecola nell'acqua e succo d'arancia, aggiungere gli aromi e mettere sul fuoco. Quando il composto si sarà riscaldato aggiungere anche il cioccolato e far cuocere, sempre mescolando, finchè la crema si sarà addensata. Mettere a raffreddare. Quando la crema sarà fredda, preparare una ciotola con lo sciroppo delle pesche mescolato ad altrettanto succo d'arancia e immergervi qualche pezzo di pandoro, strizzarlo e disporlo sul fondo del bicchiere formando uno strato. Mettere sopra uno strato di crema e qualche pezzetto di pesca sciroppata. Continuare con gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti e infine decorare ogni bicchiere con fettine di pesca. Mettere in frigo qualche ora prima di servire.

Lo sapevate che il pandoro...
... ha un valore calorico che si aggira sulle 410-420 kcal  per 100 g di prodotto? La laboriosa ricetta del pandoro è stata brevettata nel 1894 da Domenico Melegatti e prevede diverse fasi di lavorazione con svariate lievitazioni. Per ottenere il sapore del pandoro esiste un vero e proprio aroma di pandoro, una fiala chiamata NAROM36, senza quest'ultima difficilmente si otterrà lo stesso profumo del pandoro che siamo abituati ad acquistare. Il pandoro tradizionale non viene guarnito internamente con creme o canditi (come il panettone) ma con il tempo le case produttrici hanno cercato di differenziare la propria offerta inventando o riutilizzando particolari ricette, ed è oggi possibile quindi gustare il pandoro in diverse versioni, farcito con crema pasticcera o ricoperto da uno strato di cioccolato, ecc.

fonte: il Web
mercoledì 8 gennaio 2014

Muffins ‘Panettone’, veloci, light e vegan

~ ♪ Don't stop me now - Queen ♪ ~

Come primo post dell’anno ho deciso di andare contro corrente e, mentre tutti postano ricette per smaltire gli avanzi di dolci, pandori, panettoni, frutta secca e chi più ne ha più ne metta (vi annuncio però che arriveranno anche "ricette del riciclo"), io ne propongo una che ha ancora un po' il sapore delle feste appena finite. E' dedicata agli amanti del panettone che non ne hanno ancora abbastanza di questo meraviglioso dolce e lo mangerebbero tutto l'anno (un po' come me). Si tratta di una ricetta per preparare dei muffins 'Panettone' che in realtà in comune con il panettone hanno giusto l’uvetta e i canditi visto che non prevedono una lievitazione naturale, ma sono super rapidi da preparare. Inoltre, sono leggeri e salutari e, per di più, totalmente vegan. Il panettone è un'altra cosa, lo so; io li ho chiamati così perchè il loro gusto ricorda proprio quello del panettone, e poi sono buonissimi comunque, morbidi e profumati, perfetti per la colazione o la merenda di tutto l'anno e, oltretutto, anche dopo tutte le abbuffate di dolci e grassi degli ultimi giorni, si possono gustare senza troppi sensi di colpa. 
 
Muffin ‘Panettone’ light e vegan


Ingredienti:
  • 150 g di farina integrale di farro
  • 50 g di fecola di patate
  • ½ bustina di lievito per dolci
  • Vaniglia
  • 50 g di zucchero integrale di canna
  • 50 g di olio di riso
  • 95 g di acqua
  • Scorza grattugiata di una bella arancia
  • Scorza grattugiata di due limoni piccoli (o 1 grande)
  • 70 g di canditi
  • 50 g di uvetta ammollata nel succo d’arancia o in acqua

Con una frusta sbattere lo zucchero con l'olio, la vaniglia e le scorze grattugiate, aggiungere poco per volta la farina, il lievito e la fecola setacciati insieme alternandoli all'acqua. Continuare a mescolare e, quando il composto sarà omogeneo aggiungere l'uvetta strizzata e i canditi. Riempire i pirottini per 3/4 e infornare nel forno caldo a 180° per 25-30 minuti circa (fate la prova stecchino!).

Lo sapevate che il panettone ...

... è diventato il dolce simbolo del Natale in Italia e conosciuto in tutto il mondo grazie all'industria e in particolare all'imprenditore Angelo Motta che diede a questo dolce tradizionale milanese la forma alta come la conosciamo oggi? Infatti, ebbe l'idea di fare cuocere l'impasto in grossi pirottini di carta che lo fasciavano e lo facevano crescere in altezza. Fu la concorrenza con un altro imprenditore dolciario, Gioacchino Alemagna, che col tempo rese il panettone un prodotto sempre migliore. Motta intuì anche l'importanza della pubblicità per diffondere il prodotto e nel 1933 istituì un ufficio a tale scopo. Per promuovere il panettone decise inoltre di far donare ad ogni vincitore di tappa del Giro d'Italia un panettone di 12 kg. 
fonte: il Web
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