venerdì 18 settembre 2015

La mia pasta estiva preferita


Oggi un classico, una ricetta semplicissima da preparare e molto gustosa. E’ l’ultima ricetta dell’estate che ha ormai lasciato il posto all’autunno, con l'aria che si fa sempre più fresca e frizzante, le giornate più corte e il cielo via via meno azzurro.

Rigatoni con le melanzane


Ingredienti per 2 persone:

  • 190 g di rigatoni
  • 2 spicchi d’aglio
  • Passata di pomodoro (250 g circa) o pomodori freschi
  • Qualche foglia di basilico
  • Mezza melanzana grande o una piccolina
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale q.b.
Far rosolare uno spicchio d’aglio con un filo d’olio, aggiungere la passata o i pomodori  (in questo caso i tempi si allungheranno un po’ perchè, una volta cotti, andranno passati con il passaverdura). Tagliare a cubetti la melanzana e farla rosolare in olio e aglio, aggiungere un pochino d’acqua e far cuocere al dente. Se volete sporcare meno padelle potete anche cuocere la melanzana nel sugo, io preferisco cuocerli separatamente per avere più gusto. Quando il sugo di pomodoro sarà quasi pronto, unire le melanzane quasi cotte e far legare i sapori ultimando la cotura. Intanto far cuocere la pasta in abbondante acqua salata e, quando sarà cotta, aggiungere al sugo il basilico spezzettato e far saltare la pasta nella padella col condimento.
sabato 12 settembre 2015

Fine della vacanza all'Elba e delizia croccante alle prugne e cioccolato


Dopo la prima e la seconda parte del viaggio all'Elba, l'ultima parte inizia partendo da una spiaggia molto conosciuta che si incontra prima di giungere a Portoferraio, quella della Padulella. Noi purtroppo non siamo riusciti a trovare parcheggio, magari voi sarete più fortunati!

Spiaggia della Padulella

E, infine, Portoferraio, famosa principalmente perchè ha ospitato Napoleone durante il suo esilio all'Elba. Il nome Portoferraio trae origine dalle attività siderurgiche presenti nell'area sin da epoca etrusco-romana e che fecero la fortuna dell’isola nel XIX secolo, quando divenne il porto adibito al trasporto del ferro dall’isola alla terraferma.
Consiglio di visitare la Villa dei Mulini, una delle due residenze di Napoleone Bonaparte a Portoferraio durante il suo esilio  (dal 4 maggio 1814 al 26 febbraio 1815). Sconfitto nella battaglia di Lipsia dagli alleati europei nell'ottobre del 1813, infatti, Napoleone abdicò il 14 aprile 1814, e fu esiliato nell'isola d'Elba. Nei dieci mesi di esilio Napoleone però non rimase inoperoso, costruì invece infrastrutture, miniere, strade, e difese. Durante questi mesi l'isola si trasformò nel centro culturale e politico del tempo: poeti, artisti, spie e uomini di mondo accorsero nella speranza di visitare quello che era stato l'uomo che aveva tenuto l'Europa in pugno. La Villa dei Mulini era una residenza destinata soprattutto alla vita pubblica e di rappresentanza dell'imperatore in esilio, mentre la sua vita privata si svolgeva nella vicina Villa di San Martino. L'edificio si trova a Portoferraio, nella parte alta e più antica del centro storico, proprio in mezzo ai due forti principali delle fortezze medicee portoferraiesi: il Forte Falcone e il Forte Stella (così chiamato per la caratteristica forma stellare delle sue mura, realizzato nel 1548 su progetto di Camerini, ospita uno dei più antichi fari d'Europa, innalzato dal granduca Leopoldo di Lorena nel 1788). Vi si può giungere tramite una scalinata (chiamata appunto Salita Napoleone). La posizione in cima a un alto sperone roccioso particolarmente esposto ai forti venti, fu originariamente utilizzata per la costruzione di quattro mulini; queste costruzioni furono distrutte prima dell'arrivo all'Elba di Napoleone dalle autorità francesi (1808). Napoleone lasciò l'Elba il 26 febbraio 1815, salutato dalla popolazione di Portoferraio, con una flotta di sette bastimenti e circa mille uomini al seguito.  Imponenti poi le fortezze medicee, capolavoro dell’architettura militare dell’epoca. La loro costruzione ebbe inizio nel 1548 per volere di Cosimo I De Medici, Granduca di Toscana. Si tratta di un complesso maestoso, le cui mura  racchiudono il centro storico della città di Portoferraio e che garantivano la sicurezza della navigazione nel Mar Tirreno. Le principali piazzeforti del sistema fortificato sono i forti Stella e Falcone (edificati sui più alti rilievi che dominano la città) e la Torre ottagonale della Linguella (in cui fu recluso anche l'antifascista Sandro Pertini per un breve periodo nel 1933. Carcerato dal 1931 al 1935 a Pianosa, fu costretto alla torre medicea per subire un processo per oltraggio ad una guardia carceraria), all’imboccatura della Darsena. Scendendo verso il mare una sosta da fare è presso i Vigilanti, il piccolo ma prezioso teatro che Napoleone volle creare da una chiesa sconsacrata.



Villa dei Mulini


Crostata-crumble alle prugne



Ingredienti per la crostata:
  • 95 g di zucchero di canna
  • 120 g di olio extravergine di oliva
  • 95 g di malto di riso
  • 400 g di farina 2
  • Una bacca di vaniglia
  • 8 cucchiai di acqua, latte o latte vegetale
Ingredienti per il ripieno:
  • 16 prugne piccole
  • 50 g di cioccolato fondente
  • 1-2 cucchiai di zucchero integrale di canna
  • Un cucchiaio di farina

Preriscaldare il forno a 180°. Impastare gli ingredienti per fare la frolla finchè si sarà ottenuta una palla omogenea. Stendere sottilmente la frolla in una tortiera infarinata tenendone da parte un po' per fare la copertura. Tagliare le prugne a pezzetti, unire 1-2 cucchiai rasi di zucchero, 1 di farina e il cioccolato spezzettato grossolanamente. Versare il ripieno sulla frolla precedentemente stesa e, sfregando la frolla tra le mani, distribuire la copertura sul ripieno. Cuocere per 45-50 minuti.
mercoledì 2 settembre 2015

La parte più bella dell'Elba


Dopo aver postato le foto della parte est dell'Elba la scorsa settimana, oggi vi lascio qualche scatto dell'Elba che ho trovato più bella, cioè quella più a occidente. 
Lasciandosi alle spalle la zona di Capoliveri, proseguendo verso Ovest, abbiamo incontrato Lacona con la sua spiaggia nel golfo, una delle più grandi dell'isola, e i suoi numerosissimi campeggi.
Procedendo ancora si arriva a
Marina di Campo, dove si trova la spiaggia più grande dell'isola con un'estensione di 1.5 km  di sabbia. Qui non può mancare una passeggiata per le strade del paese e sul lungomare.

Marina di Campo
Marina di Campo

Molto frequentata, in particolare dai giovani, è la spiaggia di Cavoli, una spiaggia di sabbia granulosa, la cui particolare posizione e il suo clima la rendono adatta ad essere frequentata anche in bassa stagione. 
Il suo nome deriva da “cavili”, che sono i blocchi di granito che venivano un tempo estratti dalle cave della zona fin dai tempi dei Romani e in epoca medioevale da parte dei Pisani.


Altra spiaggia molto famosa è quella di Fetovaia, racchiusa in una stretta insenatura; ha sabbia di granito a grana grossa.
 
Fetovaia

Sono spiagge piuttosto affollate e credo che in alta stagione diventi impossibile frequentarle per chi ama la tranquillità. 

Molto bella la selvaggia zona costiera che abbiamo trovato proseguendo lungo la costa!




Se preferite la ghiaia, Pomonte fa per voi. Personalmente non mi ha entusiasmata. Se poi volete farvi una bella nuotata davanti alla spiaggia del Quartiere, vicino lo scoglio dell'Ogliera, sul fondale potrete vedere il relitto dell'Elviscot, un mercantile affondato nel 1972. 

Pomonte

Dopo Pomonte, invece, ho trovato incantevoli il mare e lo scorcio che si può ammirare dagli scogli e dal lungomare di Chiessi.

Chiessi
Chiessi


Unici sono poi gli scogli granitici levigati dal tempo che circondano la piccola (solo 15 m) spiaggia sabbiosa del Cotoncello (raggiungibile solo tramite un sentiero) e il suggestivo percoso scavato nei lisci scogli di granito (le 'cote piane') che lo collega alla spiaggia di Sant'Andrea. Da non perdere assolutamente, è davvero un piccolo gioiello dell'isola!!!

Cotoncello e sentiero verso Sant'Andrea

Sentiero verso Sant'Andrea
Il meraviglioso tratto di mare sotto la nostra camera

Molto caratteristico il paese di Marciana; graziose le sue piccole piazzette e i suoi vicoli. E' d'obbligo raggiungere i resti dell'imponente Fortezza Pisana, verosimilmente costruita dalla Repubblica di Pisa nel XII secolo a difesa del territorio di Marciana: gli abitanti della zona vi trovavano rifugio durante gli attacchi nemici, specialmente in occasione delle incursioni piratesche saracene molto frequenti all'epoca. 

Marciana

Da Marciana si può raggiungere tramite cabinovia il Monte Capanne, che, con i suoi 1019 m sul livello del mare, è la vetta più alta dell'isola e della provincia di Livorno. Dalla cima del Monte Capanne è possibile ammirare un panorama eccezionale: oltre all'Elba, le isole dell'arcipelago, la Corsica, e la costa toscana.

« La vista si stende ovunque sul mare, sulle isole vicine, e va a perdersi, da una parte, verso i luoghi dove venne costruita Roma; dall'altra scopre Livorno, mercato generale del commercio di Levante; gli Appennini, popolati sino alle loro vette, e le vaghe montagne dove Genova s'innalza ad anfiteatro. Questo spettacolo maestoso rapisce tutti i sensi. »
(Arsenne Thiébaut De Bernaud, Voyage à l'Isle d'Elbe, 1808)

Incantevole Marcina Marina, antico borgo di pescatori il cui primo nucleo abitato sorse nel luogo chiamato il Cotone (termine locale che significa «grosso sasso»), presso un porticciolo naturale che poteva accogliere le barche da pesca.
Ancora visibile sulla costa è la torre degli Appiani eretta a scopo di avvistamento e di difesa lungo il tratto costiero settentrionale dell'isola. 

Marciana Marina
Marciana Marina

Per chi ama le spiagge di sabbia, Procchio può essere la meta ideale; è una delle più grandi ed attrezzate dell'isola.

Molto conosciute sono le spiagge di sabbia della Biodola, e le più piccole, ma per questo a mio avviso più graziose, Scaglieri e Forno.

Forno


Procedendo verso Nord, molto suggestivo è Capo d'Enfola, un promontorio di altitudine di 135 m costituito da granito. Poco al largo della punta del promontorio si eleva un faraglione (detto 'La Nave'), separato da un braccio di mare, 'Il Reciso'. 
A partire dal XVII secolo sull'istmo dell'Enfola fu impiantata un tonnara dirimpettaia ad un'altra situata in località Bagno (Marciana Marina), poi dismessa nel 1959.
Nel 1967 il promontorio fu sede del set cinematografico del film The Rover, con Anthony Quinn, Rosanna Schiaffino e Rita Hayworth.

Capo d'Enfola
Per la prossima settimana ho ancora da postare qualche foto della zona di Portoferraio che non ce l'ho fatta a sistemare e soprattutto una ricetta con delle prugne fantastiche dell'albero della nonna!

lunedì 24 agosto 2015

Il giro dell'Elba - Est


Un viaggio stupendo in un’isola che all'interno dei suoi 223 mq racchiude paesaggi e colori molto diversi tra loro: zone selvagge e graziosi borghi, alture, scogliere a strapiombo sul mare, una vegetazione che copre tutte la gamma dei verdi e un mare dalle mille sfumature di blu e verde, spiagge splendide, incontaminate e quasi deserte o attrezzate e piuttosto affollate, con caratteristiche differenti da zona a zona. Si va dalle spiagge di sabbia bianca granitica o scogli levigati nella parte occidentale (ad esempio a Marina di Campo, Cavoli, Fetovaia, Seccheto e Sant'Andrea), a quelle di sabbia dorata nella parte centrale sia a sud che a nord-ovest come Procchio, Biodola, Lacona e Lido di Capoliveri o ancora a spiagge di ghiaia bianchissima nella parte di costa a ovest di Portoferraio che conferiscono al mare una eccezionale trasparenza (Le Ghiaie, Capo Bianco, Sansone), e, infine, spiagge caratterizzate da polvere e minerale di ferro nella costa orientale come Terranera e Topinetti. Le sue coste si estendono per circa 150 km e ha una larghezza da Ovest a Est di circa 27 km e un'altezza da Nord a Sud di circa 18 km e quindi le sue dimensioni contenute (nonostante sia la terza isola italiana coma grandezza) ci hanno permesso in una settimana di poter apprezzare le bellezze di gran parte dell'isola. Peccato che, nonostante fosse solo giugno quando siamo stati all’Elba e quindi non nel massimo del caos di luglio e agosto, abbiamo dovuto rinunciare a fermarci in diverse spiagge in cui era impossibile trovare un parcheggio o in altre un po' complicate da raggiungere per mancanza di tempo. Ma il fascino dell’isola è anche questo; è scarpinare per raggiungere piccoli angoli di paradiso, o soffermarsi ad ammirare il sole che sorge o tramonta sull’acqua creando sfumature incredibili, è gironzolare in graziosi paesini, è respirare il profumo frizzante dell'aria di mare, o tuffarsi nel blu cristallino. Noi abbiamo vistato l’intero perimetro partendo da Cavo e, andando in senso oraio, ritornando a Cavo una settimana dopo.





Cavo, un piccolo paese che non mi è sembrato molto vivace, a parte avermi regalato l'emozione di una meravigliosa alba sul mare il giorno della partenza, non mi ha colpito particolarmente.

Cavo

Scendendo verso sud nella parte est dell'isola, la 'Costa che brilla', per la presenza delle ex miniere di ferro che han conferito particolari ed uniche caratteristiche di brillantezza a tutto l'ambiente circostante e soprattutto alle spiagge, si raggiungono Rio nell'Elba e, sul mare, Rio Marina.  Non abbiamo visto le spiagge di questa prima parte dell'isola, forse meno frequentate da turisti e più difficili da raggiungere, ma ho letto che sono spiagge di sassi neri molto caratteristiche. E non ho dubbi al riguardo visto che anche a Rio Marina un pezzetto di spiaggia era scura e scintillante e le strade luccicavano come ricoperte da infinite pagliuzze preziose sotto i raggi del sole, una caratteristica molto particolare!

Rio Marina


Ancora più a sud, molto graziosa è Portoazzurro, con i suoi stretti vicoli su cui si affacciano molti negozi e un'infinità di ristoranti.

Portoazzurro


Allontanandosi dal mare, una tappa obbligata è Capoliveri, delizioso paese animato soprattutto di sera. Suggestive le sue pittoresche viuzze, e la sua piazza da cui si può ammirare uno scorcio incantevole del meraviglioso mare elbano.


Capoliveri

Capoliveri

Capoliveri

Sono famose nelle vicinanze le spiagge di sabbia di Pareti e quella dell'Innamorata che deve il suo nome a una leggenda che nel 1534 vede protagonista  un'innamorata che per raggiungere il suo amato che era stato rapito dai pirati di Barbarossa si tuffò in mare e scomparve. Venne ritrovato soltanto il suo scialle (la ciarpa) su uno scoglio. Ancora oggi ogni 14 luglio un corteo di cento figuranti in costumi cinquecenteschi sfila per le vie del paese fino a raggiungere la spiaggia dell'Innamorata dove ha luogo la sfida fra gli equipaggi dei rioni che gareggiano per aggiudicarsi la “ciarpa” che sarà poi consegnata alla ragazza scelta dal rione vincitore che la conserverà fino all'anno successivo.

Innamorata


La prossima settimana la parte Ovest dell'isola e spero anche una ricetta!
martedì 4 agosto 2015

Una deliziosa ricetta anti spreco con i baccelli dei piselli!


Forse non tutti sanno (come non lo sapevo io fino a non molto tempo fa) che i baccelli dei piselli (come, ad esempio, anche quelli delle fave) non solo sono commestibili, ma sono anche molto buoni. Io odio sprecare e buttare il cibo; a maggior ragione se quell'alimento ha richiesto un po' (a volte anche un bel po') del tuo tempo e della tua fatica per arrivare in tavola. Così, di fronte a una bella borsa dei piselli del nostro orto, mi sono detta che era un vero peccato avere tutto quello scarto per ottenere alla fine neanche poi così tanti piselli. Mi sono informata e documentata e ho scoperto che molto di ciò che spesso finisce nella spazzatura potrebbe essere utilizzato come ingrediente per realizzare splendidi piatti. Oltretutto in tempi di crisi credo sia importante non sprecare nulla a tutto vantaggio del nostro portafoglio. Il beneficio che si ottiene è però anche per la nostra salute; ho scoperto, infatti, che i baccelli dei piselli sono ricchissimi di minerali, molto utili in questo periodo di gran caldo e sudate. La ricetta che vi propongo per utilizzare questo "scarto" è molto semplice, ma io trovo che i piatti semplici mettano in risalto ancora di più i sapori autentici degli ingredienti, a patto però che siano di ottima qualità; e per questa zuppa lo erano, visto che ho usato le verdure coltivate da noi 100% biologiche, che non sono neanche da paragonare a quelle che si trovano in commercio come gusto e genuinità. Le dosi della zuppa sono indicative perchè non ho pesato i baccelli, ma sono sicura che, a voler replicare la ricetta, il risultato sarà in ogni caso ottimo. Ne viene abbastanza, noi ci abbiamo mangiato in due per tre volte! L'ho servita con della buonissima focaccia al rosmarino che ho fatto io (e di cui metterò la ricetta appena posso) tostata, ma, se preferite, potete sostituirla con dei crostoni di pane o, aggiungendo la pasta invece del pane, otterrete una deliziosa minestra.

Zuppa di baccelli di piselli e zucchine con crostoni di focaccia al rosmarino



Ingredienti:
  • Una piccola borsa di baccelli di piselli
  • Due zucchine
  • Una cipolla
  • Qualche foglia di salvia
  • Qualche foglia di alloro
  • Qualche foglia di basilico
  • Focaccia al rosmarino (o pane)
  • Sale q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
Togliere i piselli (che userete per fare tante altre ricette) dai loro baccelli, eliminare le estremità e il filamento da questi ultimi e metterli in una grossa pentola con gli altri ingredienti ad eccezione del basilico e della focaccia. Far cuocere finchè non si saranno ammorbiditi i baccelli, poi salare, frullare grossolanamente con il frullatore ad immersione e dopodichè passare per bene con il passaverdure per eliminare la parte troppo fibrosa delle bucce. Servire caldo o tiepido con l’aggiunta di basilico spezzettato e focaccia (o pane) tagliata a cubetti e tostata in forno finchè non sarà croccante. Completare con un giro di olio buono.

Lo sapevate che il pisello...
... è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia Fabaceae, originaria dell'area mediterranea e orientale? La pianta è largamente coltivata per i suoi semi, consumata come legume o utilizzata come alimento per il bestiame. Il termine designa anche il seme della pianta, ricco di amidi e proteine (dal 16 al 40%). Il pisello è coltivato dall'era neolitica e ha accompagnato i cereali nelle origini dell'agricoltura nel Vicino Oriente. Nell'Antichità e nel Medio Evo è stato un alimento base in Europa e nel bacino del Mediterraneo. Ai nostri giorni, la sua coltura è praticata nei cinque continenti, particolarmente nelle regioni a clima temperato dell'Eurasia e dell'America del Nord. Il pisello secco è un alimento tradizionalmente importante in alcuni paesi, in particolare nel subcontinente indiano e in Etiopia, ma è relativamente in disuso come farinaceo e come fonte di proteine nella maggior parte dei paesi occidentali, dove è ormai principalmente coltivato per l'alimentazione animale o per l'esportazione. Dopo il XVII secolo, il pisello è divenuto un legume fresco popolare, la cui consumazione durante tutto l'anno è favorita dalle tecniche di conservazione e di surgelazione.
fonte: Wikipedia
sabato 11 luglio 2015

In giro per l'Umbria - Seconda parte


Questa settimana non sono riuscita a prepararvi nessuna ricetta, ma eccovi qualche altro scatto del viaggio in Umbria. 


Ad esempio di Roccaporena e Cascia, paesi legati alla figura di Santa Rita. 


Roccaporena le diede i natali, la vide sposarsi, rimanere vedova (il marito fu assassinato) e perdere prematuramente i figli (si dice che ella stessa abbia invocato la loro morte per evitare che si macchiassero del delitto di omicido per vendicare la morte del padre). 
A Cascia, invece, trascorse la sua vita da monaca e i suoi resti sono ancora conservati all'interno della basilica di Santa Rita, facente parte dell'omonimo santuario e fatta erigere tra il 1937 e il 1947. Il corpo è rivestito dall'abito agostiniano cucito dalle monache del monastero, come voluto dalla badessa Maria Teresa Fasce, e posto in una teca all'interno della cappella in stile neobizantino.
Secondo la tradizione devozionale seicentesca che lega strettamente Rita alle api, come apparvero api bianche sulla sua culla, così apparvero api nere sul suo letto di morte. Inoltre, nonostante la fredda stagione, nell'inverno prima di morire Rita mandò sua cugina a prendere una rosa e due fichi nel suo orto a Roccaporena. La cugina, incredula, pensava che delirasse, ma trovò tra la neve la rosa rossa e i fichi richiesti, segni interpretati come la salvezza ed il candore dell'anima di suo marito e dei suoi figli. Sulla base di questi racconti, le api, le rose e la spina sono diventati gli attributi iconografici più frequenti della santa.

Una città che ho trovato molto bella è stata Orvieto con la meravigliosa cattedrale di Santa Maria Assunta


La costruzione della chiesa fu avviata nel 1290 per volontà di papa Niccolò IV, allo scopo di dare degna collocazione al Corporale del miracolo di Bolsena. I mosaici della facciata, realizzati da vari autori prevalentemente nel XIV, XV, ed inizio del XVI secolo, sono stati nei secoli successivi pesantemente restaurati e rifatti, perdendo le forme e lo stile originari. 
Sul transetto sinistro della cattedrale si apre la Cappella del Corporale, realizzata tra il 1350 e il 1356 per conservare la preziosa reliquia per cui il Duomo di Orvieto intero era nato:  il lino insanguinato o corporale utilizzato nella miracolosa Messa di Bolsena (1263) e macchiatosi di sangue sprizzante dall'Ostia al momento della celebrazione eucaristica da parte del sacerdote boemo Pietro da Praga. 



Caratteristico è il Pozzo di San Patrizio, un pozzo del XVI secolo costruito per volere del papa Clemente VII, reduce dal Sacco di Roma e desideroso di tutelarsi in caso di assedio della città in cui si era ritirato. L'accesso al pozzo, capolavoro di ingegneria, è garantito da due rampe elicoidali a senso unico, completamente autonome e servite da due diverse porte, che consentivano di trasportare con i muli l'acqua estratta, senza ostacolarsi e senza dover ricorrere all'unica via che saliva al paese dal fondovalle. Il pozzo, profondo 53,15 metri, è stato realizzato scavando nel tufo dell'altopiano tozzo ed alto della valle tiberina dove sorge il paese di Orvieto, una pietra abbastanza dura ma che ora sta risentendo, dopo vari secoli, degli scarichi fognari. Ha forma cilindrica a base circolare con diametro di 13 m. Gli scalini da percorrere sono parecchi (248!!), e i finestroni che vi danno luce sono 70. Il pozzo prese il nome di San Patrizio perché ricordava la caverna che esisteva nel luogo (in Irlanda) che oggi porta il nome di Purgatorio di San Patrizio e che, secondo la leggenda, era stata indicata da Cristo a San Patrizio, solito ritirarsi in preghiera nell'isola, affinché potesse mostrare le pene dell'Inferno ai fedeli più increduli, che vi si fossero avventurati sino a raggiungere il fondo. In cambio costoro avrebbero ottenuto la remissione dei peccati e l'accesso al Paradiso.   
Per motivi di tempo non siamo riusciti a visitare l’Orvieto sotterranea, un insieme di cunicoli e cavità artificiali (più di 1200) presenti sotto la città di Orvieto scoperti da un gruppo di speleologi negli anni Settanta. Le cantine rappresentano la maggioranza dei sotterranei, cantine che negli anni cinquanta sono state abbandonate avendo perso, con l'avvento dei frigoriferi e dei nuovi sistemi di produzione vinicola, la loro funzione di ambienti ideali, per la loro bassa temperatura e l'assenza di luce, alla conservazione dei cibi e soprattutto del vino. La realizzazione dei sotterranei ha messo in luce alcuni importantissimi reperti: una lunga serie di cisterne che vanno da quelle etrusche del V secolo a.C. (molto rara e particolare quella realizzata nella tecnica cosiddetta "a telaio") a quelle medioevali ed a quelle, grandissime, del periodo rinascimentale; cunicoli scavati in epoca etrusca per la captazione idrica, tra i quali quello con il tratto forse più lungo (circa 30 metri) attualmente visitabile; pozzi butto utilizzati nel medio evo come discariche, notevoli per quanto emerso dallo scavo di alcuni di essi (la tradizione per la fabbricazione della ceramica orvietana deriva dai vasi ritrovati in questi pozzi). Sarà per la prossima volta!




Poi una breve ma apprezzata sosta a Todi

Merita una visita Piazza del Popolo, la centrale e storica piazza cittadina, una delle più importanti e interessanti del Medioevo in regione e in Italia, vera testimonianza dell'epoca dei Liberi Comuni. Attorno vi sorgono i monumenti più insigni di Todi: il Duomo dell'Annunziata (eretto fra il XII e il XIV secolo in stile Romanico-gotico); il Palazzo Vescovile, annesso al Duomo; il Palazzo dei Priori (edificio gotico che con la sua torre trapezoidale domina il lato della piazza opposto al Duomo); il Palazzo del Capitano (detto anche Nuovo, venne costruito nel 1293, all'ultimo piano ospita il Museo civico di Todi); e il Palazzo del Popolo (contiguo e collegato al precedente, ospita anch'esso il Museo civico di Todi, fu eretto in stile Romanico lombardo ed è il più antico palazzo pubblico della piazza, storica sede del Comune). Poco distante si trova la Chiesa di San Fortunato, grande edificio gotico duecentesco che ospita la tomba di Jacopone da Todi.
Tappa immancabile di un viaggio in Umbria è ovviamente il suo capoluogo, Perugia. Una città splendida, con i suoi 9 chilometri di perimetro murario (Perugia possiede due cinte murarie: le mura etrusche sorte tra il IV ed il III secolo a.C.; la seconda cerchia di mura, di età medievale, raggiunse lo sviluppo di circa 6 km ed inglobò i borghi creatisi in corrispondenza delle cinque antiche porte.) e le sue porte tra cui spicca l’Arco etrusco, la più grande e monumentale delle porte di accesso alla città vecchia.
E come non iniziare la visita con una passeggiata lungo Corso Vannucci, la via principale di Perugia? La strada, che prende il nome da Pietro Vannucci, pittore nato a Città della Pieve e celebre con l'appellativo Il Perugino, è sovente chiamata "il Salotto Buono di Perugia", ed è caratterizzata da una forte vitalità e dinamismo (fare una vasca, in dialetto perugino, equivale a dire "fare una passeggiata in Corso Vannucci"); vi si trovano, infatti, bar, teatri, librerie, negozi e boutiques di ogni genere. Il corso termina in una splendida piazza, piazza IV Novembre, dove si possono ammirare dei veri capolavori come: la Fontana Maggiore (della fine del 1200, è costituita da due vasche marmoree poligonali concentriche sormontate da una tazza bronzea. Le due vasche poligonali concentriche sono decorate a bassorilievi finemente scolpiti da Nicola e Giovanni Pisano: in quella inferiore sono rappresentati i simboli e le scene della tradizione agraria e della cultura feudale, i mesi dell'anno con i segni zodiacali e le arti liberali, la bibbia e la storia di Roma; in quella superiore sono raffigurati nelle statue poste agli spigoli personaggi biblici e mitologici); la cattedrale di San Lorenzo (realizzata tra il 1345 ed il 1490. Il rivestimento esterno non fu mai completato); il monumentale ed elegantissimo Palazzo dei Priori (ottimo esempio di palazzo pubblico dell'età comunale, fu edificato nella sua parte originaria tra il 1293 e il 1297, poi con due aggiunte medievali successive fino al 1443. In stile gotico, vi si accede sia dal Corso Vannucci attraverso il portale trecentesco ornato dalle statue del grifo e del leone, sia da Piazza IV Novembre attraverso la notevole Sala dei Notari, aula medievale caratterizzata da grandi arconi e tutta affrescata, deputata all'assemblea popolare del libero Comune. Al primo piano c'è la sala del consiglio comunale dove sulla porta è collocato un affresco del Pinturicchio raffigurante la Madonna fra due angeli. Un'altra sala importante è quella dell'Udienza del Collegio del Cambio, affrescata dal 1498 al 1500 dal Perugino, con aiuti dell'allievo Raffaello. È ancora oggi sede del Municipio e, al terzo piano, della Galleria nazionale dell'Umbria che raccoglie, fra le altre, opere di Piero della Francesca, del  Pinturicchio, del Beato Angelico, e del Perugino, il maestro di Raffaello. Alterato nei secoli della dominazione pontificia, fu restaurato dopo il 1860). 


Conclusione egregia della giornata a Perugia è stata  la visita alla cappella di San Severo per vedere l’affresco dipinto nella parte superiore da Raffaello nel 1508, ed in quella inferiore dal Perugino nel 1521. 


E la vacanza è terminata con un giorno di sosta presso il lago Trasimeno, in particolare a Castiglione del Lago. Questo delizioso paese sorge su di un sperone calcareo che in origine era la quarta isola del lago ma, in seguito all'abbassamento del livello delle acque e al crearsi di una pianura di tipo alluvionale, assunse infine l'attuale configurazione. Interessanti il Palazzo della Corgna o ducale (l'unica piccola "reggia" esistente in Umbria che fu la principale residenza dei della Corgna che governarono, dal 1563 al 1647, il marchesato di Castiglione del Lago, poi ducato dal 1617. Concepito come una piccola "reggia", era separato dal paese e circondato da un fiorente giardino. Ospitò illustri personaggi come Leonardo da Vinci  e Niccolò Macchiavelli, ed oggi è sede del Comune) e la Rocca del Leone (caratteristica per la torre triangolare, è collegata al palazzo ducale da un suggestivo camminamento con feritoie sul Trasimeno). Il borgo è ancora cinto dalle mura con tre porte (perugina, fiorentina, senese). Un paese davvero suggestivo e meravigliosa la vista del lago che si può ammirare dalla Rocca.


 
fonte delle informazioni: Wikipedia
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Un ringraziamento ad Elisa, Inco, Enrica, Sabrina e Debora per aver pensato a me per questo premio:



e un ringraziamento a Magda per avermi assegnato questo premio:


e un ringraziamento anche a Doris per questo premio:



e a Claudia per questo premio:



e ringrazio Rita per questo premio:



e Rachele e Rita per questo premio:



e sempre Rita per questo portafortuna:



e Barbara per questo premio:



e Valentina per questo premio:



e Sabry ed Erica per questo:



e Cinzia per questo:

e Debora per questi:



e Ale per questo: