sabato 23 febbraio 2013

Finti bastoncini su crema di fagioli speziata


.: Dr. Jekyll Mr. Hyde - Simona Molinari feat. Peter Cincotti:.

Oggi un piatto che ci ha proprio entusiasmato... L'ho preparato per provare a fare in modo diverso la polenta bianca che, da quando l'ha asssaggiata l'anno scorso a Jesolo come accompagnamento di un superbo fritto di mare, il mio fidanzato adora letteralmente...  la polenta, che io faccio con un trucchetto che permette di evitare di mescolare in continuazione, qui ha un sentore lievemente affumicato e si trasforma in bastoncini che ingannano la vista facendoci immaginare del morbido pesce al di sotto della panatura.... una crema profumata, aromatica e speziata che accompagna divinamente questi finti bastoncini....uno dei migliori piatti che abbia mai fatto!!!

Finti bastoncini su crema di fagioli speziata


Ingredienti per i bastoncini:
  • 100 g di farina di mais bianco
  • 550 g di acqua
  • Un cucchiaino di sale affumicato
  • Un cucchiaino di olio evo
  • Pangrattato q.b.

Ingredienti per la crema:
  • 110 g di fagioli borlotti secchi
  • Mezzo cucchiaino di paprika
  • Mezzo cucchiaino di zenzero in polvere
  • Un cucchiaino di curcuma
  • 4 chiodi di garofano
  • 4 bacche di ginepro
  • Qualche foglia di alloro
  • Un rametto di rosmarino
  • Uno spicchio d’aglio
  • Sale q.b.
La sera precedente mettere a bagno i fagioli in acqua fredda. Il giorno dopo lessarli in abbondante acqua con l'aglio, gli aromi e le spezie. Intanto prepare la polenta mettendo a bollire in una pentola l'acqua, il sale e l'olio. Una volta a bollore aggiungere la farina di polenta bianca a pioggia mescolando energicamente con la frusta. Abbassare il fuoco, coprire con un panno inumidito e sopra mettere il coperchio. Lasciar cuocere per circa 45 minuti. Versare la polenta in una pirofila avente larghezza pari alla lunghezza dei classici bastoncini di pesce e non molto grande in modo da creare uno spesso strato. Far raffreddare bene. Una volta che la polenta si sarà raffreddata e solidifcata, capovolgerla in un piatto e tagliare dei bastoncini, passarli nel pangrattato, disporli in una pirofila e poi spruzzare con olio evo. Mettere in forno caldo a 190° per una decina di minuti o finchè saranno dorati. Intanto passare con il passaverdure i fagioli per ottenere una crema non molto densa (se così non fosse aggiungere ancora un po' di brodo). Disporre nei piatti la crema e mettervi sopra i bastoncini.

Lo sapevate che i chiodi di garofano...

... sono i boccioli essiccati ancora chiusi della “Eugenia caryophyllata”, albero originario delle Molucche (Indonesia)? I fiori, raccolti ancora in boccio, essiccati assumono una colorazione rosso bruna, diventando simili a chiodi.  Le loro proprietà terapeutiche erano note fin dall'antichità: in numerosi testi di medicina cinese venivano prescritti per curare dolori articolari, piedi freddi, intossicazioni, mal di pancia, capogiri e mal di denti. Diffusissimi in tutto l'Oriente, erano usati come ingrediente dei profumi e principio medicamentoso già nella Cina di 2200 anni fa. Il Meyers, antico segretario della legazione britannica a Pechino, potè constatare come essi fossero già citati da diversi scrittori cinesi, alcuni secoli prima di Cristo. Lo stesso studioso riferì che gli ufficiali della corte masticassero alcuni chiodi di garofano prima di presentarsi al sovrano per rendere gradevole il loro alito. Sembra che furono gli Arabi nel IV sec. ad introdurre questa spezia in Occidente, esaltandone il valore e la provenienza mitologica. È del VI sec. la prima testimonianza archeologica, rinvenuta in Alsazia, in una tomba contenete una piccola scatola d’oro che racchiudeva due chiodi di garofano. Il mito di questa pianta crebbe con il tempo e nel Medioevo una manciata di chiodi valeva mezzo bue o un montone. Anche Dante ne testimonia la preziosità nel canto XXIX dell’Inferno, condannando il comportamento scialacquatore di un ricco senese del Duecento:  “… e Niccolò che la costuma ricca del garofano prima discoperse nell’orto dove tal seme s’appicca; e tra ‘ne la brigata in che disperse…”. I versi si riferiscono ad un gruppo di dodici ricchi senesi, tra i quali Niccolò, che, saputo essere prossima la fine del mondo, decisero di godersi la vita spendendo il molto denaro posseduto. Secondo l’interpretazione del Landino, commentatore quattrocentesco, Niccolò fece addirittura arrostire la carne non su legno ma su brace di chiodi di garofano per mandare in fumo una cifre astronomica.  La Scuola Medica Salernitana li valutava una vera e propria panacea, efficace per combattere la fatica mentale o la perdita di memoria. Si credeva addirittura che le arance nelle quali fossero stati conficcati dei chiodi di garofano proteggessero dalla peste, e per questo motivo a Napoli si preparavano pastiglie con questa spezia. Fu nel Cinquecento che questa spezia divenne sicuramente uno dei prodotti più ricercati e cari, e i medici consigliavano di metterla in infusione nel latte perché avrebbe “mirabilmente aumentato le forze di Venere”. I chiodi erano considerati afrodisiaci così potenti che il loro uso era proibito agli appartenenti agli ordini monastici.  


giovedì 14 febbraio 2013

Biscotti piccanti per San Valentino


.: Come musica - Jovanotti :.

Oggi vi propongo dei friabili e dolci biscottini che, sotto una nuvola di cuori dai colori pastello, racchiudono piccole gocce di piccantezza!!! Un'unione di dolce e piccante che è la perfetta rappresentazione dell'amore!!!

T'amo senza sapere come, né quando né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
Pablo Neruda

Biscotti con gocce di cioccolato al peperoncino


Ingredienti:
  • 150 g di burro
  • 125 g di zucchero a velo
  • 1 uovo
  • 3 g di lievito per dolci
  • 210 g di farina
  • 100 g di fecola
  • 1 pizzico di sale
  • Vaniglia
  • Scorza grattugiata di un’arancia
  • 70 g di cioccolato al peperoncino spezzettato
  • Zuccherini a forma di cuore

Mettere la farina, il lievito e la fecola setacciati a fontana. Aggiungere  il burro freddo di frigorifero tagliato a pezzetti e sfregarlo con le dita insieme alla farina. Non appena si sarà ottenuto uno sfarinato, fare una fontana, mettere al centro lo zucchero, l’uovo, un pizzico di sale, la vaniglia e la scorza grattugiata. Con una forchetta sbattere questi ingredienti finché saranno ben amalgamati e unire a poco a poco la farina intorno facendola assorbire alle uova. Impastare aggiungendo anche il cioccolato e, quando si sarà ottenuto un composto omogeneo, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigo per almeno una mezz’oretta. Preriscaldare il forno a 180°. Stendere la frolla e formare i biscotti, spennellarli con un goccio d'acqua e far aderire gli zuccherini. Infornare in forno caldo per circa 15-20  minuti.

Lo sapevate che il cuore...

... è stato a lungo utilizzato come simbolo riferito alla spiritualità, emotività, moralità, insita nell'essere umano? Dato che un tempo si riteneva il cuore sede della mente umana, la parola cuore continua ad essere utilizzata poeticamente per fare riferimento all'anima, e le rappresentazioni stilizzate di cuori sono molto diffusi in simboli che rappresentano l'amore. Nel folklore europeo il cuore viene tradizionalmente disegnato in una forma stilizzata, in genere di colore rosso, che indica sia sangue sia, in molte culture, la passione. La forma è solo vagamente simile al cuore umano, tanto che alcune persone sostengono che in realtà rappresenti il cuore di una mucca, mentre secondo altri è la rappresentazione di un monte di Venere di una vulva (come nel simbolo tantrico del "Yoni"). Altre fonti hanno invece suggerito che il simbolo si riferisca a dei seni o a delle natiche femminili.

venerdì 8 febbraio 2013

Linzer Torte



La Linzer Torte è un classico della pasticceria austriaca con cui si fa sempre un gran figurone!!! Non l'avevo mai assaggiata con la confettura di ribes rossi che, da quanto ho capito, è quella che tradizionalmente deve essere usata per ricoprire questa buonissima base alle nocciole... e l'ho trovata favolosa, nonostante sulle prime fossi un po' perplessa sul risultato visto che non amo particolarmente il sapore troppo aspro di questi piccoli frutti che invece però da piccola ricordo che mangiavo sempre....il mio nonno, infatti, me li andava a raccogliere e me li faceva sempre trovare quando andavo a trovarlo... spesso quando mi riaffiorano alla mente ricordi come questo mi chiedo cosa penserebbe di me se ci fosse ancora, se sarebbe contento di quello che sono diventata, cosa mi avrebbe consigliato, cosa rimproverato, come avrebbe arricchito la mia vita con la sua presenza.... e in questo periodo in particolare poi qualche suo consiglio pratico mi avrebbero fatto davvero comodo.... avrei voluto poter passare più tempo insieme per poterlo conoscere meglio ma, da cosa mi dicono mio papà e mia nonna, per molti aspetti gli somiglio... gli ero molto legata, giocava con me con una pazienza infinita, me lo ricordo scherzoso, spesso intento a cantare, non l'ho mai visto davvero arrabbiato... qualche tempo fa ho letto il diaro che aveva scritto in guerra e mi è dispiaciuto tanto non aver potuto avere il tempo di farmi raccontare da lui tutte quelle esperienze... di quando è stato ferito, del freddo gelido che c'era in Russia, della Sicilia che gli era piaciuta tanto, del ritorno a casa... e poi anche della sua gioventù, di come era così diversa la quotidianità un tempo, del duro lavoro in campagna... pazienza, anche questo fa parte della vita.... ciao nonnino, ovunque tu sia!!!

Linzer Torte 


Ingredienti per la base:
  • 500 g di farina 
  • 200 g di nocciole tostate e ridotte in farina
  • 300 g di burro
  • 300 g di zucchero a velo
  • 2 uova
  • Vaniglia
  • Scorza grattugiata di un limone
  • Un cucchiaino di cannella
  • Un pizzico di polvere di chiodi di garofano
    4 g di lievito per dolci
Per completare:
  • 400 g di confettura di ribes rosso
  • Mandorle a lamelle q.b.
  • Zucchero a velo q.b.

Impastare il burro con lo zucchero, aggiungere la farina setacciata col lievito, le nocciole, le uova, la scorza grattugiata, il sale, la vaniglia e le spezie. Quando si sarà ottenuto un composto omoegeneo, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigo per almeno una mezz’oretta. Preriscaldare il forno a 190°. Stendere l'impasto nello stampo (tenendone un po' da parte per la griglia), coprire con la confettura e creare delle strisce con l’impasto avanzato con cui ricoprire la base. Spennellare il bordo esterno e fare aderire le mandorle. Cuocere per 40-45 minuti circa nel ripiano più basso del forno. Una volta raffreddata, spolverizzare con lo zucchero a velo. 

Lo sapevate che la Linzer Torte…

… è una torta austriaca che prende il nome dalla città di Linz in Austria? La Linzer Torte è un classico della tradizione austriaca, ungherese, svizzera, tedesca, e tirolese, spesso consumata a Natale. E' spesso preparata nella versione di piccola torta o biscotti nelle panetterie del Nord America. La Linzer Torte è considerata la torta più antica del mondo e per molto tempo una ricetta del 1696 è stata la più antica conosciuta. Nel 2005, tuttavia, Waltraud Faißner, il direttore della biblioteca dell'Upper Austria Landesmuseum e autore del libro "Wie die mann Linzer Dortten macht" ("Come fare la Linzer Torte") ha trovato una ricetta veronese ancora più antica, del 1653, nel Codex 35 / 31 nell'archivio di Admont Abbey. Inoltre, l'invenzione della Linzer Torte è oggetto di numerose leggende, che narrano di un pasticcere viennese di nome Linzer (come indicato da Alfred Polgar) oppure del francone pasticcere Johann Konrad Vogel, che verso il 1823 a Linz ha iniziato la  grande produzione della torta. Comunque, già 350 anni fa la ricetta si trovava nel libro di cucina Buech von allerley Eingemachten Sachen, also Zuggerwerckh, Gewürtz, Khütten und sonsten allerhandt Obst wie auch andere guett und nützlich Ding etc. e proprio in questo periodo il libro contiene quattro ricette diverse per la torta e la pasta di Linz a prova della grande popolarità e divulgazione di questo dolce nel periodo del barocco. Il viaggiatore austriaco Franz Hölzlhuber nel 1850 portò la Linzer Torte a Milwaukee, dove la ricetta si sviluppò anche negli Stati Uniti.


venerdì 1 febbraio 2013

Quadrotti golosi



Ma quanto è golosa la crema di marroni insieme al cioccolato???!! Se poi racchiudiamo questi due ingredienti tra una base di friabile frolla e una copertura di croccante crumble vi lascio immaginare che dolcetti irresistibili vengono fuori!!!!

Quadrotti ai Marroni e Cioccolato


Ingredienti per la base:
  • 315 g di farina
  • 150 g di fecola di patate
  • 225 g di burro freddo
  • 175 g di zucchero a velo
  • 1 uovo grande e un tuorlo
  • 3 g di lievito per dolci
  • Un pizzico di sale
  • Vaniglia
Ingredienti per farcire:
  • 350 g di crema di marroni
  • 50 g di cioccolato fondente spezzettato grossolanamente
Ingredienti per il crumble:
  • 160 g di zucchero di canna
  • 110 g di farina
  • 60 g di burro freddo
Per completare:
  • Zucchero a velo q.b.
Preparare la frolla mettendo la farina, la fecola e il lievito setacciati a fontana. Aggiungere  il burro freddo di frigorifero tagliato a pezzetti e sfregarlo con le dita insieme alla farina. Non appena si sarà ottenuto uno sfarinato, fare una fontana, mettere al centro lo zucchero, l’uovo e il tuorlo, un pizzico di sale e la vaniglia. Con una forchetta sbattere questi ingredienti finché saranno ben amalgamati e unire a poco a poco la farina intorno facendola assorbire alle uova. Quando si sarà ottenuto un composto omoegeneo, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigo per almeno una mezz’oretta. Preriscaldare il forno a 180°. Intanto preparare il crumble impastando il burro con la farina e lo zucchero fino ad ottenere delle briciole. Stendere l'impasto in uno stampo quadrato o rettangolare, coprire con la crema di marroni e poi con i pezzi di cioccolato e ricoprire con le briciole di crumble. Cuocere per 50-55 minuti circa nel ripiano più basso del forno. Una volta che la torta sarà fredda, spolverizzarla di zucchero a velo e tagliarla a quadrotti.

Lo sapevate che il marrone…

…  proviene da alberi coltivati e sempre migliorati con successivi innesti, mentre la castagna è il frutto del castagno selvaggio? Per quanto riguarda la castagna, ogni riccio ne contiene tre, mentre per il marrone ogni riccio contiene normalmente un solo frutto. I marroni hanno forma ovale o a cuore e sono più grandi rispetto alle castagne e hanno un sapore più dolce e più profumato ed una pezzatura maggiore. Inoltre il marrone ha un colore più chiaro con striature scure in senso meridiano ben marcate; invece, la castagna ha colore bruno scuro ed uniforme della buccia.
Infine i marroni hanno dentro alla buccia più dell’88% di frutti interi e con la pellicola che penetra poco in profondità nel seme e si stacca con facilità nelle operazioni di pelatura. I marroni possono essere destinati al consumo e all'industria. Le castagne, invece, presentano nella buccia più del 12% di frutti settati e con la pellicola che penetra in profondità nel seme e si stacca con difficoltà. Le castagne possono essere destinate al consumo fresco o alla produzione di castagne bianche secche dalle quali si ricava la farina di castagne.

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