venerdì 20 gennaio 2012

Il valore dei piccoli grandi gesti


Complice qualche giornata un po’ no che mi ha dato spunto e tempo per riflettere, mi sono messa a pensare ai piccoli gesti che fanno parte della quotidianità della vita, quelli di cui magari lì per lì non cogli neanche subito l'importanza o, invece, quelli che ti fanno subito brillare gli occhi di gioia anche quando la giornata è immersa nel buio, quelli che rivelano un profondo amore e ti fanno ringraziare di avere accanto persone splendide che ti amano tanto…un padre a cui tremano le mani prima di vederti entrare nella sala medica a fare un esame diagnostico o a cui si velano gli occhi prima di vederti entrare in sala operatoria...una madre che dalla voce riesce sempre a capire se c'è qualcosa che non va ed è disposta a rinunciare a tutto per te, che ti legge nel pensiero facendoti trovare quei dolcetti che avresti tanto voluto mangiare...una nonna che, per farti contenta, si mette a preparare un dolce pesando con cura e pazienza tutti gli ingredienti (lei che i dolci li fa ad occhio) perché tu vuoi rifarlo e poter pubblicare la ricetta precisa sul blog... un nonno che la domenica va a comprarti il pane fresco che ti piace tanto e che, ormai a letto malato, dice al tuo fidanzato che sei una persona in gamba...un’altra nonna che si è sacrificata tutti i giorni della sua vita solo per poter aiutare un giorno i suoi figli e nipoti...e un altro nonno che con tanta pazienza si mette a costruirti un'altalena o la cuccia per il tuo cagnolino e gioca con te all'infinito con le costruzioni...e ancora, l’amore della tua vita che torna a casa con un piccolo pensiero per te e che riesce a metterti il sorriso anche quando non avresti voglia di farlo o che ti porta a letto la tisana calda quando non stai bene e non hai voglia di fare niente...un’amica che rinuncia ai suoi programmi per tenerti compagnia in un momento no...o anche un piccolo gesto gentile di un estraneo che ti fa sentire parte di una bella umanità mentre, invece, troppo spesso regna il menefreghismo gli uni nei confronti degli altri…i piccoli gesti, quelli che ti fanno ringraziare e apprezzare la vita nonostante le sue difficoltà…
Anche il dolce che vi propongo oggi devo dire che è capace di farti apprezzare le piccole cose della vita e regalare qualche momento di gioia al nostro palato…I pasticcini viennesi…Una frolla ricca di burro, friabilissima, che si scioglie in bocca…uno tira l'altro!!!!!
 Pasticcini viennesi


Ingredienti per 2 teglie di biscotti:
  • 525 g di farina
  • 450 g di burro morbido
  • 70 g di albumi (2 albumi circa)
  • 170 g di zucchero a velo 
  • Un pizzico di sale 
  • Vaniglia 
  • Scorza grattugiata di un limone o di un'arancia
Per decorare:
  • Cioccolato fondente fuso q. b.
  • Zucchero a velo q.b. 
  • Ciliege candite 
  • Mini amarettini 
  • Granella di zucchero
Sbattere il burro morbido con lo zucchero a velo setacciato e la scorza grattugiata. Quando il composto sarà spumoso e gonfio, aggiungere gli albumi e incorporarli bene all'impasto. Infine, unire la farina setacciata, la vaniglia e il sale. Mettere l'impasto in una sac à poche e formare i pasticcini della forma che preferite (io in alcuni ho anche messo una cliegia candita) sulla teglia foderata di carta forno. Fare riposare in frigo per almeno un paio d'ore (più stanno meglio è) per evitare che in cottura perdano la forma. Infornare a 180° per circa 12-15 minuti. Una volta cotti, farli raffreddare, intingerli tutti o in parte nel cioccolato fuso e decorare con granella di zucchero, amarettini (o volendo granella di frutta secca, codette etc. in base alle vostre preferenze) oppure creare delle righe con il cioccolato fuso oppure semplicemente spolverizzarli con zucchero a velo.
Con questa ricetta partecipo al contest Brunch or breakfast???
 


Lo sapevate che il Burro…

ha una storia che risale ad almeno 2000 anni prima di Cristo? In realtà, non si conosce con esattezza la data della sua nascita anche a causa delle numerose leggende che attribuiscono al burro le più svariate origini. La nascita della parola "boutiron" viene fatta risalire agli Sciiti, vissuti tra il VII e II secolo a.C. nella zona tra Danubio e Don. In ogni caso, l’invenzione del burro è da attribuirsi a popoli delle regioni settentrionali poichè, per ottenere la burrificazione, è necessaria una temperatura di circa 15°, ottenibile più agevolmente in regioni più fredde. Secondo altre fonti, l'invenzione del processo di produzione del burro è da attribuire agli antichi ebrei che lo consideravano un buon alimento nutriente tanto da venire anche citato nell’Antico Testamento. Nel I secolo d.C. Plinio il Vecchio scrive che "... dal latte si ricava il burro e che questo è l’alimento più raffinato, e non soltanto un condimento, dei popoli barbari ...".
In origine il burro non veniva utilizzato semplicemente in cucina ma il suo uso spaziava dalla cosmetica alla medicina, dove veniva impiegato anche come
unguento curativo.
Si narra che i legionari di Cesare non vollero mangiare asparagi al burro nelle nostre terre perchè per loro era considerato un unguento.
In epoca moderna poi il burro assume un ruolo di distinzione dell'élite. A metà del secolo XVII Vincenzo Tanara in una sua opera scrive che il burro disingueva la nobiltà dalla plebe, il ricco dal povero, in quanto i poveri non potevano permettersi di usarlo perchè troppo costoso. In epoca tardomedievale il burro è paradossalmente molto più utilizzato nelle regioni del Sud Italia rispetto a quelle del Nord dove, invece, si usano maggiormente il lardo e l’olio. Questo è curioso per via delle difficoltà di reperimento o, invece, forse proprio per via di questo fatto, le élite meridionali lo consideravano un modo per distinguersi.

4 commenti:

  1. ti ringrazio Paola!!!sei molto gentile!!!!

    RispondiElimina
  2. Concordo con te che sono i piccoli gesti, le piccole attenzioni a fare la differenza ;) come questi biscottini una coccola che non fa male.
    Un abbraccio
    Sonia

    RispondiElimina
  3. eh sì, spesso un piccolo gesto, una piccola cosa vale più delle parole!!! :)

    RispondiElimina

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